Btp Italia Sì, il Tesoro punta sulla protezione dal caro vita con il nuovo titolo anti-inflazione
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Redazione Economia
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Da lunedì 15 giugno, come annunciato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, i piccoli risparmiatori avranno la possibilità di sottoscrivere il nuovo Btp Italia Sì, uno strumento – progettato esplicitamente per il mercato retail – che cerca di offrire una barriera concreta contro l’erosione del potere d’acquisto. Il collocamento, che si svolgerà esclusivamente attraverso i consueti canali bancari e postali oltre che via home banking, terminerà venerdì 19 giugno alle ore 13, salvo l’eventuale chiusura anticipata per il raggiungimento del tetto massimo di emissione.
L’operazione, a differenza delle aste tradizionali, si appoggia sulla piattaforma MOT di Borsa Italiana ed è gestita da dealer come Intesa Sanpaolo e UniCredit, affiancate da Monte dei Paschi e Banco BPM.
Il meccanismo semplificato delle cedole e la parola d’ordine è trasparenza
La vera novità di questa emissione, che ha una durata di cinque anni fino al 2031, risiede nel calcolo degli interessi periodici. A differenza delle precedenti versioni del Btp Italia, questo titolo abbandona la rivalutazione del capitale per adottare una formula più lineare: la cedola semestrale è data dalla somma diretta di un tasso fisso (garantito anche in caso di deflazione) e della variazione dell’indice Foi, quello che misura l’inflazione per le famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi.
In pratica, se l’Istat registra un rincaro dei prezzi, quella percentuale si aggiunge semplicemente al rendimento minimo promesso dal Tesoro, senza attendere la scadenza per recuperare la perdita di valore della moneta.
L’appeal per le famiglie tra premio finale e vantaggi fiscali
Oltre alla protezione dal carovita, l’operazione convince per i costi d’ingresso ridotti e gli incentivi fiscali. L’investimento minimo, infatti, parte da mille euro – una soglia che storicamente rende accessibile il prodotto anche a chi ha una modesta capacità di risparmio – e durante la fase di collocamento non sono previste commissioni di acquisto.
A ciò si aggiunge un premio extra dello 0,6% lordo sul capitale investito, riconosciuto esclusivamente a quei sottoscrittori che acquisteranno i titoli nei giorni indicati dal calendario e li conserveranno in portafoglio fino alla scadenza naturale. Le cedole e questo bonus finale, come da prassi consolidata per i titoli di Stato, beneficiano della tassazione agevolata al 12,5%, oltre all’esenzione dalle imposte di successione e alla possibilità di non concorrere nel calcolo dell’Isee fino a un massimo di 50mila euro complessivi.
Un’incognita tecnica sul tasso e un confronto con il mercato secondario
La data cerchiata in rosso sul calendario degli investitori è venerdì 12 giugno: sarà in quella giornata, infatti, che il Mef comunicherà ufficialmente il tasso cedolare annuo minimo garantito. Un aspetto, quest’ultimo, che potrà subire ritocchi al rialzo solo al termine del periodo di collocamento, a seconda delle condizioni registrate sul mercato. Chi invece cerca un rendimento immediato potrebbe guardare al mercato secondario, dove i Btp Italia con scadenza 2032 quotano intorno a 103 offrendo un rendimento lordo vicino al 3,9%.
Tuttavia, la forza del nuovo “Sì” risiede proprio nella sua semplicità comunicativa e nella protezione che il meccanismo della cedula variabile garantisce, trasformando l’inflazione – di solito nemica dei risparmi – in un alleato della redditività del conto titoli.




