Juventus-Ronaldo, il club ricorre in Cassazione per i 9,8 milioni
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Redazione Sport
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La Juventus non ha alcuna intenzione di archiviare la battaglia legale con Cristiano Ronaldo. Il club bianconero ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro la sentenza con cui il Tribunale di Torino, lo scorso 13 gennaio 2026, aveva respinto l'impugnazione del lodo arbitrale favorevole al calciatore portoghese. La notizia emerge dal bilancio 2025/26 della società, analizzato da Calcio e Finanza: il ricorso risulta notificato il 27 marzo 2026 e ora si attende la fissazione dell'udienza davanti alla Suprema Corte.
La Carta Ronaldo e l'origine della controversia
Al centro della disputa c'è la cosiddetta «Carta Ronaldo», il documento emerso nell'ambito della manovra stipendi del periodo Covid con cui i vertici bianconeri avevano pattuito un debito residuo di circa 19,5 milioni di euro con il fuoriclasse portoghese. La somma non sarebbe mai stata iscritta a bilancio e, dopo la cessione dell'attaccante al Manchester United nell'estate del 2021, non venne mai corrisposta.
Recuperata la carta nel marzo 2022 durante una perquisizione nello studio di un legale del club, Ronaldo citò la Juventus nel settembre 2023: poiché sul documento non era presente la sua firma, le parti concordarono di affidarsi a un procedimento arbitrale.
Il lodo arbitrale e i passaggi giudiziari
Il 17 aprile 2024 il Collegio Arbitrale si pronunciò a maggioranza riconoscendo al calciatore il diritto a ricevere 9,8 milioni di euro, oltre a interessi e rivalutazione monetaria: la metà della cifra originariamente richiesta, pari a circa 19,6 milioni. Gli arbitri individuarono una responsabilità precontrattuale della Juventus legata al mancato perfezionamento della trattativa tra le parti.
La società aveva già provveduto al versamento della somma nell'esercizio 2023/24, scegliendo però di contestare successivamente il provvedimento davanti alla Sezione Lavoro del Tribunale di Torino. Il 26 settembre 2024 venne presentato il ricorso, respinto il 13 gennaio 2026: i giudici torinesi limitarono la propria valutazione ai vizi formali e giuridici del lodo denunciati dal club, senza entrare nel merito delle pretese economiche, condannando inoltre la Juventus a circa 80mila euro di spese legali.
Gli effetti sui conti e i prossimi passaggi
Sul fronte finanziario, la prosecuzione della causa non dovrebbe comportare ulteriori effetti negativi sui bilanci bianconeri. Nel documento contabile la società precisa che i 9,8 milioni sono già stati interamente contabilizzati e corrisposti nel corso dell'esercizio 2023/24 e che la sentenza di gennaio non ha modificato gli effetti economici del lodo arbitrale.
Il giudizio davanti alla Suprema Corte non rappresenterà un nuovo processo sui fatti, ma sarà circoscritto alle questioni di diritto sollevate nel ricorso: l'esito dipenderà dalla valutazione dei motivi presentati dai legali del club, in attesa che venga fissata la data dell'udienza.
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