Banksy colpisce ancora a Londra, ma il nuovo murale viene coperto

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L'artista di stresa Banksy ha scelto uno dei palazzi più simbolici della giustizia britannica, le Royal Courts of Justice di Londra, per lanciare un nuovo, potentissimo messaggio. L'opera, apparsa sulle mura del Queen’s Building e prontamente rivendicata attraverso il consueto canale Instagram, ritrae un giudice nell'iconica parrucca e toga nell'atto di percuotere con il suo martelletto un manifestante a terra. Quest'ultimo, inerme, tenta di proteggersi alzando un cartello che, sebbene bianco e privo di scritte, è già macchiato di sangue, in una scena di violenza istituzionale che ha immediatamente acceso il dibattito.

La scelta del luogo e il soggetto rappresentato, come riportato da diverse testate, paiono un chiaro riferimento alle recenti e aspre critiche mosse al sistema giudiziario del Regno Unito, il quale – secondo alcuni osservatori – avrebbe progressivamente limitato il diritto di manifestazione attraverso una serie di normative e sentenze particolarmente restrittive. L’artista, il cui anonimato rimane una delle sue caratteristiche più celebri, ha per una volta accompagnato l'immagine con una didascalia puramente geografica, "Royal Courts of Justice London", quasi a sottolineare il contesto specifico e ineludibile della sua denuncia.

Tuttavia, la vita pubblica dell'opera è stata estremamente breve. Nel giro di poche ore, infatti, le autorità competenti hanno provveduto a coprire il murales con teli di plastica e a delimitare l'area con transenne, avviando al contempo un’indagine per vandalismo aggravato. È proprio questa inchiesta a poter rappresentare la minaccia più concreta per Banksy, poiché un'eventuale incriminazione formale – processo che la polizia sta valutando – potrebbe costringere l'artista a uscire dall'ombra, rendendo di dominio pubblico la sua identità per la prima volta nella sua lunga carriera.

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