La Uefa dichiara inammissibile il reclamo del Barcellona: niente ripensamento sul rigore, e ora c’è anche la polemica sull’erba del Metropolitano
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Redazione Sport
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A poche ore dal fischio d’inizio del ritorno dei quarti di finale di Champions League tra Atletico Madrid e Barcellona, la Uefa ha chiuso ogni spiraglio legato all’episodio arbitrale che aveva infiammato la gara d’andata. Il club catalano, guidato dal presidente Laporta, aveva presentato un reclamo formale dopo la sconfitta per 2-0 al Camp Nou dello scorso 8 aprile 2026, lamentando la mancata concessione di un calcio di rigore per un presunto fallo di mano del difensore dell’Atletico Madrid, Marc Pubill. Il tocco – avvenuto a seguito di un rinvio dal fondo del portiere – era stato giudicato regolare sia dall’arbitro rumeno Istvan Kovacs, sia dal Var. E la federazione europea presieduta dallo sloveno Ceferin non ha voluto tornare sui propri passi.
Il verdetto della Uefa: “Reclamo inammissibile” tramite l’organo di controllo, etica e disciplina
Attraverso un comunicato ufficiale diramato nella giornata di oggi, 14 aprile 2026, la Uefa ha spiegato che il reclamo presentato dal Barcellona è stato esaminato e quindi respinto sul piano procedurale. “Il 13 aprile 2026 – si legge nella nota – l’organo di controllo, etica e disciplina della UEFA ha dichiarato il reclamo inammissibile”. Una formulazione, questa, che lascia intendere come il ricorso non sia nemmeno entrato nel merito della presunta irregolarità arbitrale. Il club blaugrana sperava in una revisione dell’episodio, magari per ottenere una sorta di riparazione morale o, nei fatti, una sanzione nei confronti del direttore di gara. Invece la Uefa ha tagliato corto, ricordando di fatto i limiti regolamentari entro cui si possono contestare le decisioni tecniche prese in campo. Non ci saranno ripensamenti, né tantomeno la possibilità di ripetere l’azione o di influenzare il match di stasera.
L’erba del Metropolitano diventa un caso: la protesta di Flick e la risposta della Uefa
Se sul fronte del rigore non concesso la partita sembra chiusa, un’altra polemica ha preso piede nelle ultime ore, riguardante stavolta le condizioni del terreno di gioco dello stadio dell’Atletico Madrid. Il tecnico del Barcellona, Hansi Flick, aveva sollevato il problema durante la conferenza stampa della vigilia, lamentando un’altezza dell’erba giudicata eccessiva e tale da rallentare il gioco rapido dei suoi. Una protesta formale, tanto che il Mundo Deportivo ha riportato come il club catalano abbia chiesto garanzie alla Uefa. E la risposta è arrivata per il tramite del delegato Christian Kofoed: nel corso del tradizionale incontro mattutino con i club, il rappresentante Uefa ha tranquillizzato i catalani. L’erba sarà alta esattamente 26 millimetri – il massimo consentito dal regolamento è 30 – e il campo verrà irrigato a dovere sia prima del calcio d’inizio, sia durante l’intervallo. Una rassicurazione che non placa del tutto gli animi, ma che fissa un parametro preciso.
Spagna infiammata alla vigilia del ritorno: tra trucchi di Simeone e nervi a fior di pelle
“La Spagna brucia”, titolano molti media iberici all’indomani della decisione Uefa e delle dichiarazioni incrociate tra i due campi. Da una parte c’è l’Atletico Madrid di Diego Simeone, forte del 2-0 dell’andata e della solidità mostrata al Camp Nou; dall’altra un Barcellona che si sente danneggiato e che cerca qualsiasi appiglio – persino l’altezza dell’erba – per trovare una scintilla. Il “trucco di Simeone”, evocato da alcuni commentatori spagnoli, farebbe riferimento a una presunta abitudine del tecnico argentino di preparare il campo per esaltare la fisicità dei suoi e neutralizzare la tecnica avversaria. Di certo la Uefa, con la sua doppia presa di posizione – prima sul reclamo giudicato inammissibile, poi sulle misurazioni del manto erboso – ha cercato di mettere ordine. Ma il clima resta incandescente, e stasera il ritorno promette scintille, dentro e fuori dal rettangolo verde.




