Giorno del Ricordo 2025: il calendario delle iniziative per non dimenticare
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Redazione Interno
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Il calendario delle iniziative per il “Giorno del Ricordo” del 2025 è stato ufficialmente presentato dal Comitato di coordinamento istituito presso la Presidenza del Consiglio, con l’obiettivo di garantire una programmazione organica delle celebrazioni previste per il 10 febbraio. La solennità civile, istituita per commemorare le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata, vedrà il coinvolgimento di diverse Amministrazioni dello Stato, oltre a quello del mondo dell’associazionismo, da sempre impegnato nella conservazione della memoria e nella diffusione della conoscenza di una tragedia storica spesso trascurata.
In occasione della cerimonia al Quirinale, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ribadito l’importanza di questa ricorrenza, definendo la memoria storica come un elemento fondamentale per il Paese. “L’istituzione del Giorno del Ricordo, votata a larghissima maggioranza dal Parlamento italiano, ha contribuito a riconnettere alla storia italiana quel capitolo tragico e trascurato, a volte persino colpevolmente rimosso”, ha dichiarato il Capo dello Stato, sottolineando come la consapevolezza del passato sia essenziale per costruire un futuro consapevole.
A livello locale, le commemorazioni hanno assunto forme diverse, tutte accomunate dall’intento di trasmettere il ricordo alle nuove generazioni. A Trieste, ad esempio, alla scuola secondaria di primo grado Coletti, è stata simbolicamente piantata una lavanda, pianta tipica dell’Istria, terra da cui migliaia di italiani furono costretti a fuggire. “Un gesto semplice, ma carico di significato”, ha spiegato il vicesindaco Alessandro Manera, evidenziando l’importanza di radicare la memoria nei giovani, affinché quanto accaduto non venga dimenticato.
Parallelamente alle iniziative istituzionali, anche il mondo editoriale ha contribuito a mantenere viva l’attenzione su questa pagina di storia. È il caso del libro “Le foibe spiegate ai ragazzi”, scritto da Greta Sclaunich in collaborazione con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. L’opera, pubblicata da Piemme, si propone di colmare un vuoto narrativo, portando alla luce storie personali di chi ha vissuto in prima persona il dramma delle foibe e dell’esodo. “C’è un pezzo di storia italiana che ancora fatica a trovare spazio nei testi scolastici”, si legge nell’introduzione, evidenziando come la memoria collettiva abbia spesso trascurato le vicende di istriani, fiumani e dalmati, costretti a pagare un prezzo altissimo solo per la loro identità italiana.




