Venezia 2026, Tv2000, InBlu2000 e Play2000 protagonisti alla giornata dei media Cei

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sarà l’11 settembre, nell’ambito dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, la giornata dedicata ai principali media della Conferenza episcopale italiana, promossa dalla Fondazione Ente dello Spettacolo. Un appuntamento che vedrà riunite le tre realtà editoriali, Tv2000, InBlu2000 e Play2000, in un confronto che intende esplorare il ruolo del racconto cinematografico e il suo rapporto con il nostro tempo, nel segno di quella riflessione critica che da sempre caratterizza la presenza della Chiesa nel dibattito culturale del Paese.

La scelta di tenere l’evento proprio durante la kermesse lagunare, del resto, sottolinea l’importanza che il cinema assume quale veicolo di significati e quale specchio delle trasformazioni sociali.

Il Cinema come specchio di un'epoca complessa

La giornata, che si terrà al Lido di Venezia, vedrà la partecipazione di figure di primo piano del mondo dello spettacolo e della cultura, e tra queste spiccano i nomi di Valeria Golino, attrice e regista, e Giacomo Poretti, attore e scrittore.

Al loro fianco, la presenza di Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera, e di monsignor Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, insieme ai critici cinematografici Paolo Mereghetti e Federico Pontiggia, rispettivamente del Corriere della Sera e della Rivista del Cinematografo, e a Elisabetta Soglio, giornalista del Corriere della Sera e responsabile editoriale di Che Spettacolo!, che curerà l'incontro.

A portare i saluti istituzionali, Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Fondazione La Biennale di Venezia, a suggellare un'occasione che intreccia la riflessione culturale con l'autorevolezza delle istituzioni. Il cinema, in questa prospettiva, si conferma linguaggio universale capace di intercettare le domande più profonde dell’esistenza.

Valeria Golino e la fiducia nel cinema italiano

Nel corso dei suoi interventi, Valeria Golino ha voluto sottolineare un concetto che è divenuto quasi un filo conduttore della sua presenza veneziana: la necessità di avere fiducia nel cinema italiano. «Bisogna avere fiducia nel cinema italiano», ha dichiarato, «perché può raccontare temi come l’immigrazione clandestina o il femminicidio trasfigurandoli, con toni che non sono quelli dell’attualità».

Un appello che per l'attrice e regista diventa anche consapevolezza, come dimostra la sua presenza in concorso con due film, Nessun dolore di Gianni Amelio e Serpenti di Roberto De Paolis, entrambi frutto di una fiducia riposta nei registi e nelle loro visioni. Si delinea così un'idea di cinema che non si limita a registrare il reale, ma che lo rielabora, lo interpreta e lo restituisce allo spettatore con una forza espressiva che va oltre la cronaca. Questa capacità di trasfigurazione è forse l'arma più potente a disposizione del cinema contemporaneo.

L'ottimismo di Giacomo Poretti e il ruolo sociale del racconto

Sulla stessa lunghezza d'onda, seppur con il suo inconfondibile stile, si è posto anche Giacomo Poretti, il quale ha riflettuto sull'importanza di trasmettere fiducia e speranza attraverso le storie. «La cultura, il cinema, le arti possono contribuire molto – ha affermato il comico – non a risolvere tutti i problemi del mondo, ma a trasferire fiducia e speranza». Un pensiero che si lega idealmente a quello di Golino, quasi a comporre un dittico sulla funzione etica del narrare per immagini, laddove il cinema si fa veicolo di quei valori che aiutano a interpretare la complessità.

Non a caso, nel suo intervento, Poretti ha anche toccato il tema del lieto fine, non come espediente narrativo bensì come possibilità di guardare al domani con occhi diversi, in una stagione in cui il pessimismo rischia spesso di avere la meglio. La Mostra di Venezia, in questo senso, diventa il palcoscenico naturale per una simile riflessione.

Il ruolo dei media Cei nella narrazione contemporanea

La giornata dell'11 settembre si inserisce a pieno titolo in questo solco, proponendo i media della Conferenza episcopale come attori protagonisti di un dialogo che intreccia etica, estetica e responsabilità sociale. Tv2000, InBlu2000 e Play2000, con le loro specificità, rappresentano infatti una rete di comunicazione capace di raggiungere pubblici diversi, offrendo uno sguardo che non rinuncia all'approfondimento e al confronto con il contemporaneo.

L'incontro veneziano, curato con la consueta attenzione da Elisabetta Soglio, si configura come un momento di verifica su come il racconto per immagini possa ancora interrogare il presente, e su come i canali della comunicazione cristiana possano farsi interpreti di un'istanza di senso. L'attenzione ai temi caldi, come l'immigrazione e la violenza di genere, passa attraverso una lente che cerca di cogliere l'umano oltre la superficie dei fatti, un approccio che i media Cei intendono portare avanti con coerenza. Del resto, il cinema più attento non si accontenta mai di una sola lettura.

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