Begoña Gómez rinviata a giudizio, Sánchez accusa la destra
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
La vicenda giudiziaria che da due anni scuote la politica spagnola arriva a una svolta. Il giudice istruttore del Tribunale di Madrid Juan Carlos Peinado ha disposto il rinvio a giudizio di Begoña Gómez, moglie del premier socialista Pedro Sánchez, con processo davanti a una giuria popolare. La first lady spagnola è accusata di quattro reati: traffico di influenze, corruzione tra privati, malversazione di fondi pubblici e appropriazione indebita.
Misure cautelari e rischio di fuga
Nell'ordinanza che ha disposto il rinvio a giudizio, il magistrato ha anche adottato misure cautelari senza precedenti per la moglie del premier, ravvisando un concreto pericolo di fuga. A Begoña Gómez è stato ritirato il passaporto, è stato disposto il divieto di lasciare il territorio spagnolo e l'obbligo di firma due volte al mese presso gli uffici giudiziari.
Il giudice ha convocato la first lady per mercoledì 24 giugno nel tribunale di Madrid per la consegna del passaporto; per la stessa data è stata citata anche l'ex assistente di Gómez alla Moncloa, Cristina Álvarez, anch'essa rinviata a giudizio e sottoposta alle medesime misure cautelari.
La reazione del Csm spagnolo
Proprio le misure cautelari hanno scatenato una reazione a catena che ha finito per coinvolgere lo stesso giudice. Il Consejo Superior del Poder Judicial (Cspj), l'organo di autogoverno della magistratura spagnola, ha aperto un procedimento disciplinare per "infrazione grave" nei confronti di Peinado. La decisione, votata con quattro pareri favorevoli, tra cui quello del presidente Perello, e quattro contrari, è conseguenza di alcune affermazioni contenute nell'ordinanza del giudice.
Peinado aveva ipotizzato che gli agenti della scorta di Begoña Gómez potessero "facilitare" la sua fuga, un passaggio che ha suscitato un'ondata di critiche e una denuncia del ministero dell'Interno per offesa al corpo di polizia.
Le parole del governo e il contesto politico
La data fissata per la consegna del passaporto, mercoledì 24 giugno, coincide con l'audizione del premier Pedro Sánchez al Congresso spagnolo, dove è atteso per fornire spiegazioni sui casi giudiziari che assediano il Partito socialista. Il ministro della Presidenza, Giustizia e Rapporti con le Corti, Félix Bolaños, ha definito "insolita" e "molto anomala" l'istruzione del giudice, sottolineando come questa abbia già subito quindici revoche da parte dell'Audiencia Provincial di Madrid.
Bolaños ha espresso la sua fiducia nell'operato del Cspj, affidandogli il compito di vigilare sul "buon nome della Giustizia", che a suo avviso "purtroppo risulta danneggiato" in questa vicenda. Fonti della Moncloa, intanto, hanno definito l'intera vicenda come una "persecuzione".




