Missile degli Houthi colpisce vicino all’aeroporto di Tel Aviv, Netanyahu convoca i vertici militari
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
I bulldozer sono ancora al lavoro nelle vicinanze dell’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, dove questa mattina è caduto un missile, provocando danni non ancora quantificati con precisione. Non è chiaro, tuttavia, se l’ordigno esploso in un campo adiacente a una strada d’accesso ai parcheggi dello scalo sia il missile lanciato dai ribelli Houthi dallo Yemen, alcuni suoi frammenti o, come ipotizzato da fonti non ufficiali, un intercettore del sistema di difesa israeliano Iron Dome.
Gli Houthi, da parte loro, hanno rivendicato il lancio di un "missile balistico ipersonico" contro il principale aeroporto israeliano, definendolo una prova della loro capacità di colpire obiettivi strategici all’interno del paese. Muhammad al-Bahiti, alto esponente del gruppo yemenita, ha dichiarato all’emittente qatariota al Araby che l’attacco dimostra come "nessun bersaglio in Israele sia al sicuro".
La reazione del governo israeliano non si è fatta attendere: il premier Benjamin Netanyahu ha riunito d’urgenza i vertici militari e di sicurezza, promettendo una risposta. Sebbene non siano stati diffusi dettagli operativi, fonti vicine all’esecutivo lasciano intendere che verranno valutate opzioni per contrastare la minaccia proveniente dallo Yemen, dove gli Houthi – sostenuti dall’Iran – hanno più volte minacciato di colpire Israele in solidarietà con Hamas.
Intanto, le conseguenze dell’attacco si fanno sentire anche sul piano logistico: la compagnia aerea Swiss ha annullato il volo da Zurigo a Tel Aviv previsto per oggi e ha sospeso tutti i collegamenti con lo scalo israeliano fino al 6 maggio, citando "l’attuale situazione di sicurezza".
Dall’altro lato del conflitto, Hamas ha esultato per l’attacco, definendolo un successo. Abu Obeida, portavoce delle Brigate al-Qassam, ha affermato in una nota che "lo Yemen ha dimostrato di poter superare i sistemi di difesa più avanzati al mondo", colpendo con precisione obiettivi israeliani. Una dichiarazione che, al di là della retorica, sottolinea la crescente complessità dello scenario regionale, dove gruppi armati non statali continuano a sfidare apertamente le capacità militari di Tel Aviv.




