Amsterdam paralizzata dalla neve, caos nei trasporti e voli a terra

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'Europa del nord, stretta nella morsa di un'ondata di gelo particolarmente intensa, fa i conti con una disorganizzazione dei trasporti che ha il suo epicentro nello scalo di Amsterdam Schiphol. L'aeroporto olandese, crocevia fondamentale per la connettività continentale, ha infatti subito una drastica riduzione delle operazioni, arrivando a cancellare centinaia di decolli e atterraggi. Il maltempo, caratterizzato da copiose nevicate e temperature rigidissime che rendono difficile e pericolosa la movimentazione a terra degli aeromobili, ha di fatto costretto la direzione dello scalo a dichiarare una precoce interruzione del traffico già dalle prime ore del pomeriggio del giorno cinque gennaio. Una decisione che, sebbene necessaria per garantire la sicurezza, ha innescato un effetto domino di ritardi e soppressioni, lasciando a terra migliaia di passeggeri e mettendo in seria difficoltà le compagnie aeree, tra cui il gruppo Air France-Klm che ha la sua hub proprio a Schiphol.

Il caso emblematico del superjumbo di Emirates

A fotografare con drammatica efficacia l'entità del collasso operativo è stata la vicenda occorsa a un Airbus A380 della compagnia Emirates, proveniente da Dubai. L'aereo, atterrato regolarmente sulla pista 18C intorno all'ora di pranzo, ha infatti impiegato più di tre ore per percorrere i pochi chilometri che separano il punto di touchdown dal gate assegnato per lo sbarco dei viaggiatori. Un tempo spropositato, che rende l'idea delle condizioni proibitive delle vie di rullaggio, spesso impraticabili a causa della coltre di ghiaccio e neve, nonostante gli incessanti interventi dei mezzi spazzaneve. L'episodio, oltre a costituire un disagio concreto per le persone a bordo, costrette a un'attesa estenuante in condizioni di spazio limitato, sottolinea come le infrastrutture aeroportuali, sebbene tecnologicamente avanzate, possano mostrare tutta la loro vulnerabilità di fronte alla potenza degli eventi atmosferici più estremi.

Il bilancio in crescita delle cancellazioni

Il conto dei voli annullati, del resto, è in costante e preoccupante aggiornamento. Se nella giornata di lunedì le cancellazioni hanno superato ampiamente la quota di quattrocento, martedì sei gennaio le stime parlavano di almeno altre trecento soppressioni, portando il totale a circa ottocento in appena quarantotto ore. Numeri che, tradotti in pratica, significano decine di migliaia di persone bloccate, costrette a cercare soluzioni alternative spesso inesistenti nel breve periodo, con ripercussioni immediate anche sul turismo e sugli affari. La situazione, per molti versi, appare anomala per l'Olanda, paese abituato a gestire con efficienza il maltempo invernale, ma evidentemente colto impreparato dall'intensità e dalla persistenza di questo fenomeno, le cui precipitazioni sono attese, secondo i meteorologi, per l'intera settimana in corso.

Le ripercussioni sulla mobilità terrestre

Il caos, va sottolineato, non si è limitato al solo settore aeronautico, ma ha investito a pieno Titolo anche la rete di trasporto terrestre. Le ferrovie nazionali hanno infatti registrato pesanti interruzioni di servizio, specialmente nell'area circostante la capitale, dove molti convogli sono rimasti fermi per ore. Sulle strade, intanto, le autorità hanno ripetutamente invitato i cittadini a evitare gli spostamenti non essenziali, a causa del moltiplicarsi di incidenti, anche gravi, e di ingorghi chilometrici provocati dalla scarsa aderenza dell'asfalto. Un invito pressante, quello a rimanere nelle proprie abitazioni, che ha di fatto paralizzato la vita quotidiana di intere province, trasformando le città in paesaggi silenziosi e imbiancati, mentre i servizi di emergenza lavorano al limite per far fronte alle numerose criticità. La tempesta perfetta di neve e ghiaccio sta dunque mettendo a dura prova la resilienza di un sistema-Paese intero, costretto a rallentare bruscamente la propria corsa.

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