New York paralizzata dalla tempesta di neve, migliaia di voli cancellati e divieto di circolazione fino a mezzogiorno
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il Nord-Est degli Stati Uniti si è risvegliato lunedì 23 febbraio sotto una coltre di neve senza precedenti negli ultimi dieci anni, con la città di New York completamente in ginocchio per l'arrivo di un imponente blizzard che i meteorologi non esitano a definire storico. La tempesta, alimentata da un processo di bombogenesi che ha visto la pressione atmosferica crollare vertiginosamente in poche ore, ha scaricato al suolo accumuli che in alcune aree come Long Island e il Massachusetts hanno superato i sessanta centimetri, se non addirittura i novanta come registrato in alcune località -3-6. Il sindaco Zohran Mamdani, nel dichiarare lo stato di emergenza, ha imposto il divieto assoluto di circolazione su strade, autostrade e ponti fino alle dodici ora locale, le diciotto in Italia, consentendo il transito ai soli veicoli di emergenza e al personale essenziale -1-9. Una misura drastica, quest'ultima, che non si vedeva da quasi un decennio e che ha trasformato la metropoli in una città fantasma, con i grattacieli di Manhattan appena visibili attraverso il velo fitto della neve sospinta da raffiche di vento che hanno toccato picchi superiori ai cento chilometri orari -2-7.
Il caos nei trasporti e l'isolamento della metropoli
Le conseguenze sui collegamenti aerei sono state immediate e di proporzioni gigantesche: il sito di monitoraggio FlightAware ha contato oltre cinquemila voli cancellati soltanto nella giornata di lunedì, con gli aeroporti di John F. Kennedy, LaGuardia e Newark completamente bloccati e migliaia di passeggeri costretti a dormire su brande di fortuna allestite frettolosamente nei terminal -1-2. Il sistema metropolitano, nervo scoperto della mobilità newyorkese, ha subito ritardi gravissimi su diverse linee mentre la Long Island Rail Road, la ferrovia che collega la città ai sobborghi orientali, ha sospeso del tutto le corse fino a nuovo avviso -3. L'isolamento ha colpito anche le attività commerciali, con i ristoranti e i negozi costretti ad abbassare le saracinesche, e le scuole pubbliche hanno chiuso i battenti regalando ai bambini quella che il primo cittadino ha definito la prima vera old-school snow day dal lontano 2019 -3-4. La paralisi ha raggiunto livelli tali che persino piattaforme di delivery come DoorDash hanno annunciato la sospensione delle consegne, un fatto piuttosto insolito per una città abituata a non fermarsi mai -2.
La gestione dell'emergenza e il reclutamento dei volontari
L'amministrazione cittadina, consapevole della violenza dell'evento atmosferico che secondo le previsioni avrebbe continuato a flagellare la regione almeno fino al primo pomeriggio, ha messo in campo una macchina organizzativa imponente schierando oltre duemilacinquecento operatori sanitari e più di duemila spazzaneve, un esercito di mezzi e uomini che hanno lavorato senza sosta per liberare almeno le arterie principali -4-7. Ma la mossa più singolare, e forse più efficace, è stata la decisione di reclutare centinaia di emergency shovelers, paleggiatori d'emergenza, pagati trenta dollari all'ora per ripulire a mano fermate degli autobus, incroci e marciapiedi, un'iniziativa che ha suscitato un'ondata di apprezzamento sui social network e che ha permesso di dare un colpo di reni allo sforzo collettivo di liberare la città dalla morsa del ghiaccio -3. Il governatore Kathy Hochul, nel frattempo, ha attivato un centinaio di membri della Guardia Nazionale per assistere le operazioni di soccorso nelle zone più colpite, Long Island e la valle dell'Hudson in testa, mentre la protezione civile si è trovata a dover gestire anche l'emergenza dei senza fissa dimora, con decine di persone accompagnate nei rifugi e centri di riscaldamento mobili posizionati in punti strategici della città -3-4.
Le testimonianze dalla città e l'analisi meteorologica
In questo scenario di paralisi totale, che ha costretto milioni di persone a rimanere barricate in casa, qualche anima coraggiosa si è avventurata nei parchi, e Central Park si è trasformato in un gigantesco parco giochi innevato dove bambini e adulti si sono dati appuntamento con slittini, sci e palle di neve, quasi a voler sfidare con il sorriso la furia degli elementi -3-5. Tra loro c'era anche Giacomo Galante, chef quarantaquattrenne originario di Siniscola, in Sardegna, che da tre anni vive e lavora a Manhattan: il suo ristorante, un noto locale italiano nel cuore della città, ha chiuso i battenti e lui ha potuto così godersi quello che ha descritto come un momento magico, un'atmosfera sospesa e silenziosa in cui la neve ha coperto ogni colore e ogni rumore, offrendo una promessa di rinascita -5-10. Dal punto di vista strettamente scientifico, gli esperti del National Weather Service hanno classificato l'evento come un classico esempio di bomb cyclone o nor'easter, un ciclone extratropicale alimentato dal contrasto termico tra l'aria gelida artica e le correnti calde e umide dell'Oceano Atlantico, un mix esplosivo che ha prodotto precipitazioni nevose dall'intensità raramente osservata in quest'area densamente popolata -6-8. Le raffiche di vento, che a Montauk Point hanno raggiunto i 135 chilometri orari, hanno causato il crollo di rami e linee elettriche, gettando nell'oscurità oltre quattrocentomila utenti tra New Jersey e Long Island e rendendo ancora più complesse le operazioni di soccorso e sgombero della neve -2-7.




