New York paralizzata dalla bufera di neve, è la più intensa da quasi un decennio

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La seconda tempesta invernale nel giro di poche settimane, dopo quella che a gennaio aveva già messo a dura prova la costa orientale, si è abbattuta sul nordest degli Stati Uniti con una violenza che non si registrava da anni, riportando alla memoria di molti newyorkesi più anziani gli inverni leggendari degli anni Sessanta. Se il weekend aveva regalato una breve tregua e temperature quasi primaverili, un'illusione durata troppo poco, l'intera regione è stata rapidamente inghiottita da una massa d'aria artica che ha scaricato al suolo oltre trenta centimetri di neve solo nella Grande Mela, con punte che in alcune aree dello stato potrebbero raggiungere i sessanta centimetri. Il sindaco Zohran Mamdani, in carica da meno di due mesi, si è trovato costretto a emanare un'ordinanza senza precedenti recenti, imponendo il divieto assoluto di circolazione per tutti i veicoli non essenziali dalle nove di sera di domenica fino a mezzogiorno di lunedì, una misura drastica che testimonia la gravità di un evento meteorologico definito dalle autorità come il peggiore dall'inverno del 2016.

Trasporti in ginocchio e centinaia di migliaia di case al buio

L'impatto della bufera, alimentata da raffiche di vento che hanno toccato i centodieci chilometri orari, è stato devastante per la mobilità e le infrastrutture. Il sistema aereo è andato in tilt, con oltre cinquemila voli cancellati negli aeroporti dell'area metropolitana newyorkese e di Boston, un numero destinato a crescere con il protrarsi dell'emergenza; le compagnie, tra cui il gruppo Lufthansa e Ita Airways, hanno sospeso tutte le partenze dall'Italia verso le città più colpite. A New York, i servizi di traghetti come lo Staten Island Ferry sono stati interrotti, e centinaia di scuole hanno chiuso i battenti, con gli studenti lasciati liberi di godersi un classico giorno di neve, come annunciato dallo stesso primo cittadino in un video messaggio. La furia degli elementi, inoltre, non ha risparmiato la rete elettrica: più di trecentomila persone, in particolare nel confinante New Jersey, si sono ritrovate senza corrente a causa dei rami e dei cavi abbattuti dal peso della neve e dalla forza del vento, costringendo le squadre di soccorso a operare in condizioni proibitive per ripristinare il servizio.

La mobilitazione della città tra emergenza freddo e normalità sospesa

Di fronte a una tempesta che il National Weather Service non esita a definire pericolosa per l'incolumità pubblica, con visibilità ridotta a zero e cumulate nevose che in alcune contee del Delaware e della Pennsylvania hanno già superato i quarantacinque centimetri, la macchina organizzativa cittadina si è messa in moto. Più di duemila spazzaneve e oltre duemilaseicento operatori sanitari stanno lavorando a turni di dodici ore per liberare le arterie principali e garantire il passaggio dei mezzi di soccorso, mentre una particolare attenzione è stata rivolta alla popolazione più vulnerabile. Il sindaco Mamdani, memore delle diciotto vittime causate dall'ondata di gelo di gennaio, molte delle quali senza fissa dimora e decedute per esposizione o per overdose, ha potenziato i centri di accoglienza e mantenuto aperti durante la notte i centri per la prevenzione delle overdose, riuscendo a trasferire al sicuro decine di senzatetto. Non è mancato, in questo scenario da coprifuoco, un momento di spontanea umanità: un video diventato virale mostra due agenti di polizia che, negli spartitraffico imbiancati della città deserta, si sono sfidati a colpi di palle di neve, regalando un sorriso in una giornata altrimenti segnata dalla furia della natura.

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