Il blu dipinto di blu e il caldo di Parigi: l’orgoglio azzurro del kit Sinner e una rimonta che brucia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Archiviato il ferocissimo kit total black con cui ha alzato il trofeo degli Internazionali BNL d'Italia in quel di Roma – una sorta di divisa da soldato pronto alla battaglia sulla terra rossa casalinga – Jannik Sinner è approdato a Parigi con un armadio completamente rinnovato e, se vogliamo, un po’ più romantico.

Il nuovo completo Nike per l’edizione 2026 del Roland Garros, infatti, è un tripudio di blu nelle sue varie sfumature: si passa dal cappellino alla maglietta, fino ai pantaloncini, in un cromatismo che strizza l’occhio al mare e al cielo, ma che (a giudicare dai primi commenti sui social) ha spiazzato non poco i suoi tifosi, abituati a ben altro smalto.

Qualcuno, con una punta di ironia che non guasta mai nel tifo sportivo, lo ha ribattezzato "Cenerentolo" per via di quella tinta azzurrina un po’ eterea, mentre altri hanno optato per "Bluenik", giocando sul suo nome, a sottolineare come l’azzurro sia diventato il filo conduttore dell’estate agonistica dell’altoatesino.

Al di là dei gusti personali, che spesso dividono gli appassionati di moda tennistica, questo kit rappresenta l’unico vero orgoglio azzurro di questa prima parte calda della stagione europea sulla terra battuta, sventolando letteralmente la bandiera tricolore sui campi in polvere di mattoni.

I 30 successi e il peso della storia

E dire che l’inizio di questa avventura parigina non poteva essere più incoraggiante. Sul Philippe-Chatrier, nel suo match d’esordio contro il francese Clement Tabur, Sinner non aveva concesso scampo al malcapitato avversario, liquidandolo con un secco 6-1, 6-3, 6-4. Un punteggio che non lasciava spazio a interpretazioni alternative: il numero uno del mondo, reduce da un avvio di stagione semplicemente perfetto, era lì per completare l’opera, per mettere le mani su quel Career Grand Slam che manca ancora nella sua bacheca. Quella vittoria, peraltro, non era una delle tante: rappresentava il trentesimo successo consecutivo per Sinner, un traguardo che lo ha proiettato in un club esclusivissimo, quello dei giocatori in grado di infilare trenta vittorie di fila nel circuito maggiore. Un circolo, questo, che fino a quel momento era appannaggio esclusivo di mostri sacri come Novak Djokovic, Roger Federer e Rafael Nadal, una compagnia che dà il senso della portata del momento storico che sta vivendo il tennista azzurro. E forse, proprio in quelle statistiche rassicuranti, si nascondeva l’insidia più grossa, quella che nessuno aveva previsto all’alba del secondo turno.

La sfida con Cerundolo e il crollo inaspettato

L’avversario di turno, giovedì 28 maggio, era l’argentino Juan Manuel Cerundolo, attuale numero 56 del ranking Atp, un mancino che aveva faticato più del dovuto nel turno precedente per sbarazzarsi del britannico Fearnley. Sulla carta, insomma, un ostacolo più che abbordabile per un giocatore abituato a gestire la pressione dei grandi palcoscenici. Sinner è sceso in campo all’ora di pranzo – mezzogiorno battente – spinto dalla rigida regola dell’alternanza degli slot orari che lo aveva visto protagonista in serata nel debutto; e per i primi due set ha rispettato il pronostico, dominando l’incontro con un tennis chirurgico, portandosi 6-3, 6-2 e volando addirittura sul 5-1 nel terzo parziale. Sembrava finita, un allenamento in più sotto il sole parigino per rodare i colpi in vista degli ottavi, e invece il copione si è improvvisamente ribaltato in un modo che pochi, tra il pubblico e gli addetti ai lavori, potevano immaginare. Il caldo, afoso e implacabile sopra i trenta gradi, ha iniziato a farsi sentire e il fisico di Jannik – che ha iniziato a mostrare segni evidenti di cedimento, con le gambe molli e la velocità della prima palla che calava a vista d’occhio – ha iniziato a tradirlo.

La resa nel caldo torrido

Cerundolo, dal canto suo, non si è lasciato scappare l’occasione che la sorte gli metteva davanti. Da 5-1 per il numero uno del mondo, l’argentino ha inanellato sei giochi consecutivi, strappando un terzo set (7-5) che Sinner ha dovuto lasciare andare dopo aver lasciato il campo in lacrime di frustrazione, accompagnato dal fisioterapista. Un’interruzione, quella del medico, che ha interrotto ulteriormente il ritmo del giocatore italiano, il quale al rientro in campo non è più sembrato lo stesso.

Quarto e quinto set, con l’azzurro letteralmente in balia dell’avversario, sono volati via con un pesante 6-1, 6-1. L’orgoglio, quello che aveva alimentato la cavalcata di trenta vittorie consecutive, si è scontrato con un muro di stanchezza fisica altissimo.

L’azzurro del suo nuovo kit – quel blu dipinto di blu che avrebbe dovuto colorare le prossime settimane parigine – si è macchiato della polvere rossa del Chatrier, mentre sotto gli occhi increduli degli spettatori, una delle più grandi sorprese di questo Slam prendeva forma, spalancando le porte di un tabellone rimasto orfano del suo favorito principale.

Il sogno del Grande Slam a 24 anni, quel "Penso che un sogno così non ritorni mai più" che aleggiava nell’aria, si è infranto contro la cruda realtà fisica di una giornata di caldo torrido e contro la resilienza inaspettata di un avversario che, probabilmente, vincerà la partita più importante della sua carriera.

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