Juve e Vlahovic, un nodo che condiziona il mercato

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Che la situazione attorno a Dusan Vlahovic potesse sfociare in un vero e proprio stallo era prevedibile già dalla scorsa stagione, quando la gestione del centravanti serbo da parte della Juventus ha oscillato tra tentativi di rilancio e strategie poco coerenti. Prima l’idea di puntare su di lui come perno dell’attacco, poi la decisione — a partire da gennaio — di relegarlo in panchina in favore di Kolo Muani, una mossa che ha finito per danneggiare entrambe le parti: il giocatore ha visto ridursi il suo appeal sul mercato, mentre il rapporto con la società si è ulteriormente incrinato.

Damien Comolli, direttore generale chiamato a guidare la nuova era juventina, si trova ora a dover sciogliere un nodo cruciale. Se l’acquisto di Jonathan David dal Lille ha rappresentato un primo segnale di rinnovamento, il vero ostacolo rimane Vlahovic, il cui futuro condiziona l’intera campagna di mercato. Il serbo, che percepisce 12 milioni l’anno, ha un contratto in scadenza nel 2026 e, nonostante le pressioni, non sembra intenzionato a lasciare Torino. Le sirene della Turchia e del calcio arabo non lo convincono: la sua priorità è una squadra di alto livello, possibilmente in Europa.

La situazione ha suscitato reazioni anche in Serbia, dove molti si interrogano sul perché un talento come il suo — considerato tra i primi cinque numer nove del continente — sia stato marginalizzato. A parlare è Darko Kovacevic, ex attaccante bianconero e oggi direttore sportivo dell’Olympiacos, che non nasconde la sua perplessità: "Deve cambiare aria, ci sono due o tre club che potrebbero valorizzarlo al meglio". Intanto, però, Vlahovic sembra voler attendere, consapevole che il tempo gioca a suo favore.

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