Toscana, il voto ai raggi X. Perché la probabile vittoria di Giani non sarà la vittoria di Pd e M5s
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Redazione Interno
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Qualunque sia l’esito delle elezioni in Toscana, il campo largo festeggerà con poca enfasi, tra brindisi e sorrisi a denti stretti, una vittoria più che probabile, stando ai sondaggi e ai precedenti, e la riconferma di Eugenio Giani alla presidenza della Regione. Dopo le brucianti sconfitte nelle Marche e in Calabria, la bandierina rossa in Toscana dovrebbe rappresentare il segnale della tenuta, sebbene l’intera coalizione mostri, ormai da giorni, crepe profonde e imbarazzi difficilmente componibili. A tal punto che, venerdì, il presidente del M5S Giuseppe Conte sarà in tour nella terra del candidato Eugenio Giani, senza però farsi vedere sul palco al fianco del governatore uscente.
Il tour solitario di Conte e i malumori nel Partito Democratico
La scelta di Giuseppe Conte di chiudere la campagna elettorale per le regionali in Toscana da solo, senza prevedere sul palco la presenza del candidato presidente Giani, del Pd, è stata riportata con evidenza. È successo che subito dopo la sconfitta del Campo largo nelle Marche Conte abbia dichiarato: «I consensi calano se sosteniamo il nome di un altro partito». E va bene, tutti discorsi comprensibili per un “partito monocolore” – si autodefiniscono così – che ha la ventura di doversi alleare per ambire a governare, ma che finiscono per trasformare un’alleanza di governo in un “campo sparso”, minando alla base la compattezza necessaria in una competizione elettorale.
Firenze blindata per i comizi finali
A Firenze si preannuncia un venerdì di fuoco, tra allarme per la sicurezza in centro storico e tensioni nel campo largo, in vista della chiusura della campagna elettorale per le elezioni regionali di domenica e lunedì. Quattro iniziative elettorali, di cui una con tutti i leader del centrodestra e tre del centrosinistra, accompagnate da una contromanifestazione per la Palestina indetta da Assemblea per lo sciopero, disegnano una giornata di alta tensione, nella quale le divisioni interne alla coalizione di centrosinistra rischiano di passare in secondo piano rispetto alle esigenze di ordine pubblico.
Le ombre delle sconfitte precedenti
Dopo la batosta in Calabria del candidato M5S Pasquale Tridico, durissima rispetto alla sconfitta nelle Marche del dem Matteo Ricci, a poche ore dal voto per le Regionali in Toscana l’alleanza Pd-M5S-Avs continua a evidenziare forti imbarazzi. Una sequenza di risultati negativi, che qualcuno si ostina a definire incidenti di percorso, ha eroso la fiducia reciproca, lasciando emergere strategie spesso non coordinate e una comunicazione che fatica a trovare un linguaggio comune, nonostante l’obiettivo condiviso di mantenere la regione.




