Sanremo, il festival resta alla Rai ma solo dopo un bando: respinti tutti i ricorsi

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il Festival di Sanremo, che da decenni rappresenta un appuntamento immancabile per la televisione italiana, dovrà essere assegnato attraverso una gara pubblica. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, confermando la sentenza del Tar della Liguria e chiudendo definitivamente la controversia legale che vedeva coinvolti la Rai, Rai Pubblicità e il Comune di Sanremo.

Nonostante le resistenze delle parti in causa, i giudici amministrativi hanno respinto tutti i ricorsi presentati per l’organizzazione della kermesse nel triennio 2026-2028, compresi quelli avanzati dalle associazioni dei consumatori, il cui intervento è stato dichiarato inammissibile. Una decisione che, sebbene non modifichi l’assetto attuale – dato che la Rai rimane l’unica a poter gestire l’evento – impone un cambiamento nelle modalità di affidamento, aprendo formalmente una fase negoziale tra l’ente pubblico e il Comune di Sanremo.

La sentenza, il cui dispositivo è già noto ma attende ancora il deposito delle motivazioni, ribadisce un principio chiaro: l’assegnazione dei marchi del Festival non può prescindere da una procedura trasparente. Una svolta che, se da un lato non scalfisce il ruolo della Rai, dall’altro avrà inevitabili ripercussioni economiche. La tv di Stato, infatti, dovrà versare cifre più consistenti al Comune per garantirsi i diritti, in un contesto in cui la competizione – almeno sulla carta – resta puramente teorica, visto che nessun altro soggetto ha presentato un’offerta.

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