Consulta boccia l'autonomia differenziata nella scuola

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Corte Costituzionale, con la sentenza 192, ha stabilito che l'istruzione deve mantenere una valenza generale ed unitaria, facendo capo a un sistema nazionale di istruzione e di offerta formativa uniforme su tutto il territorio nazionale. La decisione, frutto dell'udienza del 12 novembre scorso, è stata accolta con favore dalle regioni del centrosinistra che avevano sollevato il giudizio di legittimità sulla legge Calderoli, approvata dal Parlamento all'inizio dell'estate.

La Consulta ha smontato la legge Calderoli, che prevedeva l'autonomia differenziata per le regioni, affermando che non si possono devolvere intere materie ma solo specifiche funzioni. Inoltre, la Corte ha inserito il processo di differenziazione all'interno dei meccanismi del principio di sussidiarietà, bilanciando così l'autonomia regionale con l'unità della Repubblica.

Nonostante la sentenza, il Comitato Cassese, insediato nel maggio 2023 per supportare il governo nell'individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni (Lep) nelle materie differenziabili, ha continuato i suoi lavori come se nulla fosse. La Corte aveva già anticipato la sostanza dei suoi rilievi alla legge Calderoli con un comunicato stampa tre settimane fa, ma il Comitato ha proseguito le sue attività senza rallentamenti.

La sentenza della Corte Costituzionale, che menziona ben 39 volte la parola solidarietà, ha avuto un impatto significativo sulla politica italiana, creando divergenze tra la maggioranza di destra e le opposizioni, sia politiche che sociali.

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