Il “mostro” di Montecarlo: Antonelli ipnotizza il Principato e vince la sfida dei millesimi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Ci sono giri che restano impressi nella storia, capaci di spezzare la logica delle gerarchie tecniche per affidarsi interamente al talento. E quello che Andrea Kimi Antonelli ha stampato sull’asfalto del circuito cittadino di Monaco, nel corso di una sessione di qualifica che ha letteralmente tenuto il paddock col fiato sospeso, appartiene di diritto a questa categoria.

Non era semplice scrivere la parola “fine” a una sfida così serrata, dato che il cronometro continuava a ballare tra un nome e l’altro; alla fine, però, è stato il giovane pilota della Mercedes a spuntarla, rifilando a Max Verstappen un distacco di appena 43 millesimi. Una vittoria psicologica prima ancora che cronometrica, arrivata al termine di una lotta forsennata dove la pressione, a Montecarlo, vale almeno mezzo secondo.

I millesimi che valgono una pole

La pole position nel Principato ha sempre un sapore diverso, quasi vintage, perché prescinde dalla velocità pura per esaltare il coraggio individuale; e nel corso del Q3, quel coraggio è stato dosato fino all’ultima curva. Verstappen, che pure aveva fatto valere la sua esperienza su una pista dove ogni guard-rail è una trappola, sembrava aver chiuso i conti dopo il primo tentativo, ma Antonelli ha avuto la freddezza di ribaltare tutto nel finale.

L’entusiasmo sulla prua della Mercedes è stato tale che l’ingegnere di pista, il noto Peter 'Bono' Bonnington, ha letteralmente esultato in team radio con un urlo che ha fatto il giro del mondo: "Ma cosa hai fatto?! Ben fatto amico mio! 43 millisecondi!". Un lusso, per un diciannovenne alla sua seconda stagione, riuscire a scherzare su margini così risicati contro un olandese che di mestiere fa l’assassino di record.

Il lunedì amaro delle Rosse e la crisi di Russell

Se da una parte c’è la festa della Mercedes, dall’altra lo scenario monegasco si tinge di rimpianti per le rosse di Maranello. Lewis Hamilton e Charles Leclerc, seppur qualificatisi rispettivamente terzo e quarto, hanno dovuto assistere allo show del giovane italiano senza poterci mettere realmente lo zampino; anzi, l’errore finale di Leclerc alla Tabac, che gli è costato la sospensione posteriore, ha spento sul nascere le sperabilità di un podio tutto in rosso. Ma il dato più interessante, quello che fa discutere gli addetti ai lavori, arriva dal confronto interno alla Mercedes.

George Russell, relegato in sesta posizione, ha sbandierato ai microfoni una mancanza di confidenza con la vettura che fa impressione, soprattutto se paragonata alla sicurezza espressa dal suo compagno di squadra. La sensazione, al momento, è che l’asticella si sia alzata talmente tanto in casa Brackley che per tenere il passo non basti più la sola esperienza.

La domenica? Una formalità (quasi) scritta

E qui arriviamo al punto dolente, quello che rende Montecarlo un unicum nel circus della Formula 1. Su qualsiasi altro tracciato, un distacco di quarantatré millesimi sarebbe l’anticamera di una battaglia testa a testa; qui, dove il 90% del tempo si corre dietro a una safety car e i sorpassi sono merce rarissima, partire davanti significa spesso portare a casa l’intero bottino. I piloti lo sanno, i team lo sanno e, in fondo, lo sanno anche i tifosi: la vera gara, a Monaco, si è già corsa sabato pomeriggio.

Se Antonelli riuscirà a ripetere la magia anche allo spegnersi dei semafori, potrà allungare ulteriormente nel Mondiale, forte di un vantaggio che comincia a essere pesante. Nei box, intanto, c’è già chi sussurra che Verstappen, pur partendo accanto a lui, preferirà non rischiare il tutto per tutto in una Roulette dove il bank vault è rappresentato dalle barriere.

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