Ryanair punta sui piccoli scali, nel 2026 rotte estive da Perugia, Ancona e altri aeroporti regionali

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La strategia di espansione di Ryanair per la stagione estiva del 2026 si concentra in maniera decisa sugli aeroporti regionali italiani, un modello di crescita che, se da un lato aggira gli hub più congestionati, dall'altro promette di iniettare nuova linfa nel tessuto economico e turistico del territorio. L'annuncio del nuovo operativo per lo scalo umbro, reso noto il 13 gennaio, ne è la prova più evidente: dieci rotte internazionali e nazionali, che spaziano da Barcellona a Bucarest e da Cagliari a Londra Stansted, andranno a costituire un ventaglio di ottanta voli settimanali in partenza da Perugia. Un incremento significativo, questo, che non solo rafforza la connettività dell'Umbria, ma che sembra rispondere a una logica più ampia, ormai consolidata dalla compagnia irlandese, la quale lega gli investimenti operativi alla riduzione dei costi di accesso imposti dagli enti locali.

Il caso Emilia-Romagna e l'effetto "taglio tasse"

Proprio la questione dei costi è al centro dello sviluppo in regioni come l'Emilia-Romagna, dove Ryanair ha confermato l'aumento dei voli sugli scali di Rimini, Forlì e Parma in seguito all'abolizione della cosiddetta council tax da parte della Regione. Jason McGuinness, capo dell'ufficio commerciale della compagnia, ha rimarcato come la politica della riduzione delle addizionali si sia dimostrata uno strumento efficace per attrarre più voli, più aeromobili e, di conseguenza, per offrire tariffe più basse ai passeggeri. Un meccanismo, del resto, già sperimentato con successo in altre aree del paese, dall'Abruzzo alla Calabria, e in Sicilia, dove interventi simili su aeroporti minori, come quelli di Trapani e Marsala, hanno portato all'apertura di nuove basi operative e a consistenti investimenti in flotta, generando nel contempo migliaia di posti di lavoro locali.

Ancona, un presidio storico rinnovato

Parallelamente, Ryanair consolida la sua presenza storica in altre zone del Centro Italia, come nelle Marche, dove ad Ancona, dopo ventisette anni di attività e oltre quattro milioni e mezzo di passeggeri trasportati, l'estate 2026 vedrà l'introduzione di cinque nuove rotte. I collegamenti, diretti verso Bruxelles Charleroi, Catania, Cracovia, Dusseldorf-Weeze e Londra Stansted, contribuiranno a superare la soglia dei quaranta voli settimanali, un'offerta che la compagnia definisce "imbattibile" per varietà e prezzi contenuti, già a partire da 29.99 euro. Questo potenziamento non è fine a sé stesso, poiché mira a sostenere lo sviluppo della regione, garantendo una connettività annuale e stimolando i flussi turistici non solo verso il capoluogo, ma verso l'intero entroterra marchigiano.

Una mappa che si ridisegna

L'insieme di questi annunci, che interessano un arco geografico che va dall'Adriatico al cuore della penisola, delinea una mappa della mobilità aerea in Italia che si sta progressivamente ridisegnando. La scelta di Ryanair di potenziare scali come Perugia, Ancona, Parma, Rimini e Forlì, evitando invece di concentrare ulteriori risorse su grandi hub come Bologna, indica una precisa direttrice di mercato. Una direttrice che punta a sfruttare la capacità ricettiva degli aeroporti minori, intercettando una domanda di mobilità diffusa e cercando, al tempo stesso, condizioni operative più vantaggiose grazie agli incentivi economici offerti dalle amministrazioni regionali, in un circolo che la compagnia ritiene virtuoso per lo sviluppo del territorio e per l'offerta al passeggero.

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