Padova, il padre sblocca l'iPhone del figlio ucciso e trova il selfie del presunto assassino
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
A più di un anno dall’omicidio di Michael Boschetto, il giovane di 32 anni accoltellato a morte a Villafranca Padovana, un nuovo elemento emerge a carico dell’imputato Giacomo Friso, già sotto processo per omicidio volontario aggravato. Il padre della vittima, dopo mesi di tentativi, è riuscito a sbloccare l’iPhone del figlio – restituito dalle autorità senza che fosse stato completamente esaminato – e vi ha trovato un’immagine che potrebbe avere un peso decisivo nel procedimento giudiziario. Si tratta di un selfie in cui Friso, con un sorriso beffardo, farebbe il segno della vittoria, scattato pochi istanti dopo l’aggressione con lo stesso dispositivo sottratto al giovane.
Le indagini, che avevano portato all’arresto del 34enne – un tempo vicino di casa e conoscente della vittima – si erano concentrate finora sulle prove raccolte dalla scientifica e sulle testimonianze, ma il telefono, nonostante i tentativi dei tecnici forensi, era rimasto inaccessibile. Solo ora, grazie alla determinazione del padre, è stato possibile recuperare il file, che mostra un gesto di sfida da parte di chi è accusato di aver portato a termine un delitto brutale. Quattro coltellate, poi il furto del cellulare dalla tasca della vittima e, infine, quell’autoscatto che oggi assume i contorni di una prova schiacciante.
Il processo, ormai avviato, dovrà ora fare i conti con questa scoperta, che riapre una vicenda giudiziaria già complessa. Friso, soprannominato "Furia", dovrà rispondere non solo dell’accusa di omicidio, ma anche del comportamento successivo al fatto, che sembra tradire una freddezza inaudita. Quella stessa freddezza che, forse, lo ha spinto a lasciare una traccia così esplicita del suo passaggio, convinto che nessuno l’avrebbe mai trovata.




