Bagnaia, il mistero del freno motore a Misano: "Le ho provate tutte, ma non capisco perché"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SPORT Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Sport Redazione Sport   -   Pecco Bagnaia ha chiuso le Pre-qualifiche del Gran Premio di San Marino a Misano con il diciannovesimo tempo, a oltre un secondo e tre decimi dal riferimento firmato da Marco Bezzecchi. Il pilota della Ducati sarà costretto a passare dalla Q1, mentre quattro Desmosedici occupano le prime cinque posizioni della classifica. Il contrasto è netto, quasi inspiegabile per un due volte campione del mondo che sulla pista romagnola ha costruito alcune delle sue pagine migliori.

La diagnosi di Rossi e il feeling con la GP26

Valentino Rossi, presente a bordo pista, ha osservato la sessione del suo ex allievo e ha indicato una direzione tecnica precisa: la gestione del freno motore e dell'elettronica impedirebbe a Bagnaia di ritrovare la stabilità necessaria in frenata. "Ho parlato con lui stamattina e ne ho sentito parlare per il pomeriggio", ha confermato il pilota piemontese ai microfoni di Sky. "Il feeling è che la mia moto fa delle cose particolari, non si capisce perché più che altro. Sono tre gare in cui il freno motore è strano, un po' difficile da intendere".

I tentativi e il confronto impietoso con gli altri ducatisti

Bagnaia non nasconde lo smarrimento. "Le ho provate tutte, ho provato vari setup, ho provato varie tarature, però non c'è modo di farla funzionare", ha spiegato. Il riferimento tecnico ai dati è chiarissimo: "È estremamente chiaro dai dati la differenza che c'è con gli altri piloti, dalla staccata all'ingresso, alla percorrenza, all'uscita, però per qualche motivo non c'è modo di replicare il funzionamento delle altre moto". La situazione è resa ancora più complessa dal fatto che Marc Marquez, Alex Marquez e Fabio Di Giannantonio, con la stessa GP26, occupano posizioni di vertice.

Lo stesso Bagnaia ha rivelato di aver provato la configurazione e l'elettronica del compagno di squadra, senza ottenere risultati diversi.

Il rischio costante e il futuro lontano da Borgo Panigale

Il quadro che emerge dalle dichiarazioni del pilota è quello di una moto che non gli restituisce più le sensazioni necessarie per spingere. "Piloto la moto in maniera molto difensiva perché, appena provo a forzare un po', cado", ha ammesso, raccontando di aver rischiato la caduta innumerevoli volte anche a velocità ridotta. Il fine settimana di Misano era atteso come un possibile punto di svolta dopo le difficoltà di Silverstone e Aragon, ma il verdetto della pista ha confermato una crisi tecnica che dura ormai da tre gare.

Il suo futuro è già scritto lontano da Borgo Panigale, con il passaggio in Aprilia al termine della stagione, ma la priorità immediata resta quella di capire come far funzionare una moto che, con gli altri piloti, continua a vincere o a lottare per le prime posizioni.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.