Usa-Iran, cresce il rischio radicalizzazione tra i giovani: arrestato un ventenne a Perugia
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Redazione Interno
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L’ultimo caso è quello di un ragazzo di vent’anni, di origine marocchina, fermato dai carabinieri del Ros giovedì scorso a Perugia. Aveva manifestato la volontà di unirsi all’Iskp, la branca dello Stato Islamico attiva nel Khorasan, regione iraniana. Ma il fenomeno, che vede coinvolti sempre più giovanissimi – alcuni persino minorenni – non è isolato. Molti si radicalizzano online, attratti dalla propaganda jihadista, pronti a sposarne la causa. Un trend che intelligence e forze dell’ordine monitorano con estrema attenzione, soprattutto alla luce dell’escalation di tensioni in Medio Oriente dopo l’attacco americano all’Iran.
Base di Ghedi in massima allerta: custodite testate nucleari Usa
L’offensiva statunitense ha innalzato il livello di guardia in tutta Italia, dove sono sotto sorveglianza 29mila obiettivi sensibili. Tra questi, a poco più di 40 chilometri da Cremona, c’è la base militare di Ghedi, in provincia di Brescia, sede del Sesto Stormo, reparto specializzato nell’intercettazione e neutralizzazione di velivoli nemici. Sebbene non sia formalmente una struttura NATO, ospita una ventina di bombe atomiche americane – ciascuna con una potenza tra i 50 e i 100 chilotoni – in virtù degli accordi di Nuclear Sharing.
Veneto, mille siti a rischio: sotto scudo basi Usa e luoghi ebraici
Anche nel Veneto l’allerta antiterrorismo è tornata ai livelli pre-crisi. Con l’operazione "Martello di mezzanotte", che ha colpito domenica tre siti nucleari iraniani, la regione ha intensificato la sorveglianza su un migliaio di obiettivi sensibili, su un totale nazionale di 28.700. Tra questi, 250 sono considerati potenziali bersagli per gruppi estremisti, in particolare quelli legati alla comunità ebraica e israeliana.
Sicilia in prima linea: blindati 1.500 obiettivi strategici




