Governo, via libera alla proroga dell'Iva agevolata per il terzo settore

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Consiglio dei Ministri, nella sua centoquarantanovesima seduta dello scorso 20 novembre, ha dato il via libera in esame definitivo a un provvedimento che modifica in profondità il panorama fiscale per una vasta gamma di soggetti, dagli enti non profit alle realtà sportive, intervenendo altresì sulle norme relative alla crisi d’impresa. Il decreto legislativo, che attua la delega fiscale contenuta nella legge n. 111 del 2023, è il frutto di un articolato percorso di consultazioni, avendo recepito, com’è noto, i pareri delle Commissioni parlamentari e le indicazioni emerse dal dialogo con le istituzioni dell’Unione Europea, oltre ad aver ottenuto il via libera della Conferenza unificata.

Proroga fino al 2036 per gli enti associativi

Uno degli interventi di maggior rilievo contenuti nel provvedimento consiste nella proroga, fissata addirittura al 2036, del regime di esclusione dall’imposta sul valore aggiunto per le operazioni di carattere istituzionale effettuate dagli enti associativi nei confronti dei propri iscritti. Tale misura, che di fatto slitta di un decennio l’obbligo per questi soggetti di dotarsi degli adempimenti contabili e fiscali più stringenti, è accompagnata da un’opera di riordino delle esenzioni Iva per il Terzo settore nel suo complesso, un’operazione resa necessaria dalla transizione post-Onlus e dall’esigenza di un pieno allineamento con la normativa comunitaria.

Il regime per le imprese sociali

Il testo legislativo delinea con precisione il perimetro dei benefici anche per le imprese sociali, le quali, pur essendo annoverate tra gli eredi del precedente sistema di agevolazioni delle Onlus, vedono il loro trattamento differenziarsi in base alla forma giuridica adottata. Quelle che hanno optato per una costituzione in forma di società commerciali, infatti, non potranno accedere alla piena esenzione; a loro, tuttavia, è riservata la possibilità di applicare un’aliquota Iva agevolata, fissata al 5%, una percentuale che rappresenta un significativo alleggerimento del carico fiscale se paragonata a quella ordinaria.

Un riordino organico del sistema

L’intervento governativo, pertanto, non si limita a un semplice rinvio degli obblighi ma persegue l’obiettivo di una razionalizzazione organica del sistema, congiungendo in un unico corpus normativo disposizioni che toccano ambiti solo in apparenza distanti, come lo sport e la crisi d’impresa. L’operazione, che tiene conto delle complesse evoluzioni del settore non profit e delle sue interazioni con il diritto europeo, mira a creare un quadro stabile e chiaro per gli operatori, i quali possono ora contare su una prospettiva di lungo periodo per quanto concerne gli oneri tributari.

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