Tragedia sul monte Pania: precipita per 300 metri durante un’escursione in Garfagnana

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il pomeriggio di oggi ha portato con sé una scena di dolore inaspettato sulle Alpi Apuane, dove la natura selvaggia – amata e temuta da chi la frequenta – è tornata a reclamare un tributo altissimo. Una cittadina italiana di 45 anni ha perso la vita in un incidente avvenuto sul versante garfagnino del monte Pania, morendo dopo un volo di circa trecento metri lungo un canalone roccioso. Il della donna, secondo le prime ricostruzioni, è stato ritrovato senza vita dai soccorritori giunti sul posto con l’elisoccorso, ma per lei non c’è stato purtroppo nulla da fare.

La dinamica e il percorso Cai 124

L’episodio fatale si è consumato nella zona conosciuta come Pania Secca, una delle aree più suggestive e impervie del territorio comunale di Fabbriche di Vergemoli, in provincia di Lucca. La quarantacinquenne stava affrontando il sentiero Cai numero 124, un tracciato che si snoda tra creste e affioramenti carsici, quando all’improvviso ha perso l’equilibrio. Era in compagnia di un’altra persona, probabilmente il suo compagno di escursione, il quale ha assistito in diretta alla caduta o comunque se n’è accorto quasi subito, tanto da riuscire a lanciare l’allarme intorno alle 15:20.

L’intervento dei soccorsi e l’arrivo di Pegaso 1

Alla chiamata di soccorso, definita «disperata» dalle frequenze radio dei soccorritori, ha risposto immediatamente la macchina dei mezzi di emergenza. È scattato così l’intervento della centrale operativa del 118, che ha mobilitato l’elisoccorso Pegaso 1 decollato dalla base di Lucca. Giunti nell’area impervia della Pania, i tecnici hanno effettuato un rapido sorvolo per individuare il punto esatto dell’impatto, ma la gravità delle ferite riportate dalla quarantacinquenni – compatibili con una caduta di quasi trecento metri – era tale da rendere vano qualsiasi tentativo di rianimazione. La donna è morta sul colpo o pochi istanti dopo lo schianto al suolo.

Le indagini e la messa in sicurezza della zona

Sul posto, oltre ai sanitari, sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Castelnuovo di Garfagnana e i tecnici del Soccorso Alpino, che hanno avviato i rilievi del caso per ricostruire fedelmente l’esatta dinamica della caduta. Gli inquirenti, al momento, non avrebbero trovato tracce evidenti di cedimenti strutturali del sentiero o smottamenti recenti, anche se la conformazione del terreno – reso scivoloso forse dall’umidità pomeridiana – potrebbe aver giocato un ruolo determinante nella perdita di controllo. Il compagno, rimasto sotto choc, è stato assistito dagli psicologi del 118 e sentito a lungo dai militari per escludere eventuali responsabilità penali, ipotesi che al momento sembra però scartata da tutte le parti in causa. Il magistrato di turno ha disposto il sequestro dell’area ai fini delle indagini, in attesa dell’autopsia che chiarirà la dinamica esatta del decesso.

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