Israele bombarda Damasco, Netanyahu parla di "protezione dei drusi" mentre Gaza soffre

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre la crisi umanitaria a Gaza si aggrava e un drone israeliano colpisce una nave della Freedom Flotilla diretta verso l’enclave palestinese, il governo di Benyamin Netanyahu ha rivendicato un nuovo raid aereo nei pressi di Damasco, giustificandolo come atto di difesa per la minoranza drusa. L’aviazione israeliana ha preso di mira l’area circostante il palazzo presidenziale siriano, ora occupato da Ahmad Sharaa, leader del gruppo qaedista Hts, dopo che le truppe governative di Damasco avevano intensificato la loro presenza nella regione.

"Non permetteremo al regime siriano di minacciare i drusi", ha dichiarato Netanyahu, presentando l’operazione come un monito contro eventuali avanzate militari verso sud. Le autorità israeliane, che da anni sostengono di tutelare questa minoranza religiosa, hanno però evitato di approfondire le dinamiche delle violenze settarie che hanno scosso la capitale siriana nei giorni scorsi. Intanto, fonti ufficiali di Damasco hanno denunciato ulteriori attacchi nella zona di Harasta, attribuiti a "aerei israeliani".

A Gaza, intanto, la situazione si fa sempre più drammatica: il blocco degli aiuti umanitari, in vigore da due mesi, ha ridotto la popolazione allo stremo, mentre la comunità internazionale – tra cui l’Onu e la Turchia – ha condannato l’attacco alla Freedom Flotilla al largo di Malta. La nave, carica di rifornimenti, è stata colpita da un drone, in quello che appare come un ulteriore inasprimento delle tensioni nel Mediterraneo

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