Francesca Scorsese, l’odio dei social e il peso delle parole: «Paragonata a un frigorifero o a Miss Piggy, ma questo odio può uccidere»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’annuncio di un ruolo nella seconda stagione di Mr. & Mrs.
Smith, serie disponibile su Prime Video, avrebbe dovuto rappresentare per Francesca Scorsese, ventiseienne figlia del celebre regista Martin Scorsese, un momento di giusta soddisfazione professionale; si tratta, dopo tutto, di uno dei primi passi concreti e di rilievo nel complicato mondo della recitazione, un settore nel quale, nonostante il cognome celeberrimo che porta, ogni singola occasione va sudata e conquistata sul campo 13.
E invece, quella che doveva essere una gioia si è trasformata in un vero e proprio calvario mediatico, un’amara scoperta fatta di scrollate sullo schermo dello smartphone e di notifiche velenose.
Oltre alle ormai scontate, per quanto sempre fastidiose, accuse di essere una nepo baby – l’etichetta, ormai inflazionata, riservata a chi, come lei, approfitterebbe di porte spalancate dal successo altrui – la giovane attrice si è trovata improvvisamente sommersa da una valanga di insulti ben più beceri e personali, mirati non tanto alla sua presunta fortuna, quanto piuttosto al suo aspetto fisico 12.
«Miss Piggy» e «frigorifero», la violenza gratuita del body shaming
È stato un vero e proprio stillicidio di cattiveria gratuita, un concentrato di body shaming che Francesca, come ha raccontato in un video pubblicato sul suo profilo TikTok, ha definito come «i peggiori commenti» che abbia mai letto su di sé 3 4. La sua gioia per la nuova parte, insomma, è stata immediatamente offuscata dalla crudeltà di anonimi hater che, nascosti comodamente dietro uno schermo, non hanno esitato a colpire nel modo più meschino possibile. «Mi hanno paragonata a un frigorifero – ha rivelato la ragazza, mostrando tutto il suo sconcerto – mi hanno chiamata Miss Piggy. mi hanno detto che ho una faccia da radio e che sono terribilmente brutta e grassa» 2 5.
Parole pesanti come macigni, insomma, capaci di ferire in modo profondo chiunque, a prescindere dalla propria forza interiore o dalla propria notorietà. La risposta di Francesca, in questo senso, è apparsa lucida e, al tempo stesso, tragicamente rassegnata: una consapevolezza del proprio aspetto che non dovrebbe mai essere usata come un’arma. «Lo so – ha ammesso candidamente – non sono la ragazza più magra né più bella del mondo. Sono cicciottella, lo so. Ma che importanza ha?» 1 6.
Una domanda retorica, quella che si pone la figlia di Martin Scorsese, che però mette il dito nella piaga di una società ossessionata dall’estetica e pronta a giudicare senza cognizione di causa.
L’allarme di Francesca: «Le parole hanno un peso, certe offese possono uccidere»
Nel suo sfogo, che ha rapidamente fatto il giro del web raccogliendo numerose testimonianze di solidarietà, la ventiseienne non si è limitata a denunciare l’accaduto o a parlare della propria carriera che, tra l’altro, l’ha vista già impegnata sul set di We Are Who We Are di Luca Guadagnino; ha invece voluto lanciare un messaggio ben più profondo e universale, un vero e proprio grido d’allarme sulla deriva tossica che sta prendendo la comunicazione online 1 3.
«Ci sono così tanti troll, così tanti bot e così tante persone che non fanno altro che rovinare la giornata agli altri – ha tuonato la ragazza – o che provano a far sentire qualcuno una merda» 2 7.
La denuncia di Francesca Scorsese tocca un nervo scoperto della nostra contemporaneità digitale, quella sottile linea rossa che separa la libertà di espressione dalla violenza verbale gratuita. Per questo, con tono grave ma composto, ha voluto ricordare a tutti le conseguenze, talvolta estreme, che questo tipo di comportamenti può scatenare. «Queste sono le cose che possono spingere le persone a togliersi la vita – ha avvertito, citando esplicitamente il suicidio come uno dei rischi concreti legati al cyberbullismo – le vostre parole hanno un potere enorme sugli altri» 1 8.
Un monito che, nelle intenzioni della giovane artista, serve a ricordare come dietro uno schermo ci sia sempre un essere umano in carne e ossa, fragile e capace di soffrire esattamente come chiunque altro.




