L'oro recupera parzialmente ma resta sotto i 3.400 dollari in attesa della Fed

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato dell’oro sta vivendo una fase di correzione dopo il recente slancio rialzista, con il future in scadenza a giugno 2025 che ha toccato i 3.370-3.360 dollari, livello chiave per valutare la solidità del trend. Sebbene nei giorni scorsi il metallo prezioso avesse superato questa soglia con un movimento deciso, il ritracciamento odierno impone cautela: un’eventuale riconferma del breakout potrebbe spingere le quotazioni verso i massimi storici vicini ai 3.500 dollari, mentre un cedimento al di sotto di tale area rischierebbe di frenare l’ottimismo degli ultimi scambi.

La mattinata di mercoledì ha registrato un calo dell’1,12%, portando il prezzo a 3.391,56 dollari l’oncia, complice anche il miglioramento del sentiment sui mercati dopo l’annuncio di nuovi colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina. L’alleggerimento delle tensioni geopolitiche, seppur temporaneo, ha ridotto la domanda di asset rifugio, allontanando l’oro dai picchi raggiunti ad aprile, quando aveva sfiorato i 3.500 dollari.

Nonostante il recente ritracciamento, il metallo giallo mantiene un rendimento positivo del 20% dall’inizio dell’anno, superando ampiamente altre forme di copertura dall’inflazione, come i REIT o le obbligazioni indicizzate. «L’oro ha vissuto una delle fasi più brillanti degli ultimi mesi», osserva Gianpaolo Lafargue, pseudonimo di un manager finanziario, «ma il suo andamento resta legato a fattori come l’incertezza macroeconomica e le politiche monetarie».

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