Volkswagen in difficoltà: le parole del CEO Blume
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Redazione Economia
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Dopo mesi di difficoltà, speculazioni e annunci, il CEO di Volkswagen, Oliver Blume, ha finalmente rilasciato dichiarazioni sullo stato di crisi del Gruppo. Blume ha confermato che i costi in Germania devono essere ridotti massicciamente per far fronte al calo dei profitti registrati negli ultimi mesi. Nel terzo trimestre del 2024, gli utili di Volkswagen sono diminuiti del 63,7%, a fronte di un calo delle vendite dell'8,3%. La verità sul Gruppo Volkswagen emerge con chiarezza: decenni di problemi strutturali, nascosti dal successo delle vendite del primo costruttore europeo, ora si fanno sentire pesantemente con le immatricolazioni in picchiata e la domanda in calo in Cina. Il flop delle auto elettriche dell'azienda e la flessione delle consegne delle termiche aggravano ulteriormente la situazione.
Fuori dalla Germania, la produzione europea di Volkswagen si disloca tra Polonia, Slovacchia, Spagna e Portogallo, Paesi con un costo del lavoro notoriamente inferiore rispetto alla Germania. Blume, intervistato dal Bild am Sonntag, ha indicato la via obbligata che il marchio dovrà seguire per realizzare l'obiettivo di un margine operativo pari al 6,5% nel 2026. La chiusura dello stabilimento Audi di Bruxelles, dove viene prodotta la Q8 e-tron, e il crollo degli utili del 64% nel terzo trimestre 2024 potrebbero costringere il Gruppo automobilistico a tagliare i salari del 10% ai dipendenti in Germania, chiedendo loro un sacrificio per consentire all'azienda di restare competitiva.
Blume ha sottolineato che i problemi strutturali del Gruppo Volkswagen, accumulati nel corso dei decenni, sono ora esposti in tutta la loro gravità. La necessità di ridurre i costi in Germania è diventata impellente, mentre la produzione europea si sposta verso Paesi con costi del lavoro più bassi. La crisi attuale, aggravata dal calo delle vendite e dalla domanda in calo in Cina, richiede misure drastiche per garantire la sopravvivenza e la competitività del Gruppo.




