Grillo fuori dal M5S, la rivoluzione di Conte
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Redazione Interno
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Quando sullo schermo appaiono i numeri del parricidio, restano senza fiato anche i contiani più stretti. Anche i pretoriani dell’avvocato, radunati attorno al vincitore, rimangono stupiti. Non se l’aspettavano. Eppure è proprio così. Alle 16 e qualcosa di una domenica a Roma, sotto le volte razionaliste del Palazzo dei Congressi all’Eur, gli iscritti hanno cacciato Beppe Grillo, fondatore del Movimento 5 Stelle insieme a Gianroberto Casaleggio. L'ira per il nuovo M5S è palpabile: «Gesuiti», commenta Grillo, che forse già oggi comparirà in un video, agli amici ha detto: «Non darò tregua a Conte».
Il grillicidio s’è compiuto e Beppe non sa bene che cosa fare. Si sente triste, solitario y final. E politicamente lo è, eccome. Non gli resta nessuno nei 5 stelle, a parte Virginia Raggi che ha cercato di mettergli accanto il suo amico e maestro, l’avvocato Pieremilio Sammarco, per le cause legali contro l’usurpatore Conte ma non è detto che Beppe voglia spendere i soldi per la causa legale e non si sa se gli conviene fare ricorso sul cambio del simbolo.
Beppe Grillo commenta l'esito dell’assemblea costituente del Movimento 5 Stelle: “Da francescani a gesuiti”. Gli iscritti hanno sposato a larga maggioranza la linea del presidente Giuseppe Conte, decretando in sostanza il tramonto del primo M5S con l’eliminazione della figura del garante. Un ruolo da sempre ricoperto proprio da Beppe Grillo.
Il comico genovese ha commentato quanto deciso dall’assemblea costituente con una storia su WhatsApp. Conte rivoluziona il M5S. Sì alle alleanze a sinistra: «Sporchiamoci le mani». Via la regola del tetto dei due mandati. Via la figura del garante. Sì alle alleanze, ma soltanto su basi programmatiche. Come da previsione il nuovo corso M5S archivia Beppe Grillo e i principi cardine alla base della nascita del Movimento.




