Metal detector a scuola, a Napoli già operativi dopo l’accoltellamento. La circolare del ministro Valditara

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Nell’istituto tecnico Marie Curie di Ponticelli, periferia est di Napoli, l’ingresso degli studenti avviene ormai sotto il controllo di un metal detector. La decisione, presa dalla dirigente scolastica in seguito a un episodio di accoltellamento all’interno della scuola, precede di fatto l’annuncio del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha intenzione di diffondere una circolare per regolamentare l’utilizzo di questi dispositivi su richiesta dei presidi. “Sono strumenti”, ha dichiarato la preside, “che non tolgono nulla al nostro mandato educativo e ci aiutano a fronteggiare un’emergenza che è sotto gli occhi di tutti”. L’episodio di Napoli, infatti, si è rivelato tragicamente premonitore rispetto alla gravissima aggressione avvenuta in un istituto professionale della Spezia, dove un diciannovenne ha ucciso un compagno di diciotto anni.

Strumenti portatili e non fissi, l’intervento delle forze dell’ordine

Secondo quanto riferito dal ministero, il modello che si intende applicare non prevede l’installazione di apparati fissi, come quelli aeroportuali, ma l’impiego saltuario di metal detector portatili, di tipo palmare. Il loro utilizzo, che richiama le procedure di sicurezza adottate in occasione di grandi eventi, sarà disposto dai dirigenti scolastici di concerto con le prefetture e comporterà l’intervento delle forze dell’ordine, chiamate a effettuare i controlli. Valditara, che ha già discusso la misura con il collega dell’Interno Matteo Piantedosi, sembra voler concedere ampia autonomia decisionale ai presidi, i quali potranno valutare la necessità di tali misure in base al contesto specifico del proprio istituto.

Le reazioni all’omicidio della Spezia e l’analisi di Crepet

L’episodio della Spezia, che ha sconvolto l’opinione pubblica, ha riaperto un dibattito che va oltre le mere soluzioni di sicurezza fisica. Lo psicologo e sociologo Paolo Crepet ha posto l’accento sulle responsabilità educative e sociali, indicando nel “politicamente corretto” e in una gestione eccessivamente permissiva dell’adolescenza alcuni dei fattori che possono condurre a esiti estremi. Crepet, il cui intervento ha suscitato diverse reazioni, ha sostenuto che una libertà senza confini, unita a un accesso precoce ad alcool e sostanze stupefacenti già all’età di tredici o quattordici anni, costituisce un mix pericoloso, capace di produrre conseguenze devastanti sul piano comportamentale.

L’impegno delle istituzioni locali dopo la tragedia

Sul fronte istituzionale locale, l’assessore al Welfare e all’Istruzione del Comune della Spezia ha definito l’accaduto una tragedia che colpisce l’intera città, sottolineando come la scuola debba essere il luogo per eccellenza della sicurezza e della crescita. L’amministrazione ha annunciato la convocazione immediata del Tavolo sull’Adolescenza, uno strumento di confronto già esistente, con l’obiettivo di analizzare le dinamiche che hanno portato al fatto di sangue e di cercare risposte che non siano solo repressive. L’episodio, dunque, impone una riflessione articolata, che unisca la prevenzione del rischio immediato a una più complessa analisi del disagio giovanile.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.