Arezzo, farmaci israeliani gettati nel cestino: indagini del Nas e procedura deontologica in corso
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Redazione Salute
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L’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Arezzo ha avviato una valutazione deontologica sul comportamento di due sue iscritte, la dottoressa Rita Segantini e l’infermiera Giulia Checcacci, autrici di un video – poi rimosso – in cui si rendevano protagoniste del gesto plateale di gettare in un cestino dei farmaci prodotti da un’azienda israeliana. L’ente, pur non entrando nel merito delle posizioni personali, ha sottolineato con decisione come «il ruolo professionale non possa e non debba mai essere utilizzato per veicolare le proprie opinioni», trasformando i social media in una «pericolosa vetrina» che potrebbe minare la fiducia dei cittadini.
La scelta delle due sanitarie, che operano presso la Casa della Salute di Stia, si inquadra in una campagna di boicottaggio avviata lo scorso giugno dal Comune di Sesto Fiorentino, sebbene la loro iniziativa appaia del tutto personale e non riconducibile all’ente di appartenenza. Il gesto, compiuto durante l’orario di servizio, ha immediatamente attirato l’attenzione delle autorità: i carabinieri del Nas, supportati dai colleghi della compagnia di Bibbiena, hanno effettuato una serie di accertamenti all’interno della struttura per verificare la corretta gestione dei farmaci e la sicurezza complessiva dell’ambiente sanitario.
Al di là delle considerazioni di natura ideologica – che pure hanno animato un acceso dibattito pubblico –, la questione solleva interrogativi pratici di non poco conto, considerato il ruolo di primo piano che le aziende farmaceutiche israeliane ricoprono a livello globale nella produzione di medicinali. Boicottarle, come hanno osservato diversi esperti del settore, rischia di rivelarsi una scelta controproducente, potenzialmente in grado di privare i pazienti di terapie essenziali e di incidere negativamente sulla continuità delle cure.




