Meteo ottobre, l'autunno parte con temperature sopra la media e piogge abbondanti al Sud

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'Autunno che sta per cominciare non somiglierà per niente alla stagione appena trascorsa, dominata per settimane da un anticiclone ostinato che ha soffocato mezza Europa. A cambiare le carte in tavola sarà una circolazione atmosferica decisamente più movimentata, con le aree di bassa pressione pronte a riconquistare spazio sul continente e a spingere le perturbazioni verso il bacino del Mediterraneo.

Le proiezioni del centro di calcolo europeo ECMWF indicano per il trimestre autunnale un'anomalia negativa della pressione tra l'Atlantico orientale, le Isole Britanniche e l'Europa centro-occidentale, mentre sulla Scandinavia i valori potrebbero risultare persino superiori alla media.

Temperature sopra la media

Il quadro termico, però, non seguirà pedissequamente il cambio di circolazione. Le elaborazioni del modello ECMWF, diffuse attraverso il sistema Copernicus, stimano una probabilità molto elevata che l'autunno 2026 risulti più caldo del normale sull'intera Penisola, con un'anomalia media compresa tra 1 e 2 gradi. Arpa Piemonte, sulla base degli stessi scenari, indica temperature superiori alla norma almeno fino a novembre, con il segnale più marcato proprio nell'ultimo mese della stagione.

C'è da considerare, poi, che le temperature percepite potrebbero restare elevate anche in assenza di vere e proprie ondate di calore: come ha spiegato Mario Giuliacci, il nostro organismo avverte caldo già oltre i 25 gradi, e in diverse fasi di settembre i valori oscilleranno tra 25 e 30 gradi.

L'incognita del mare caldo

A rendere lo scenario più complesso è lo stato del Mediterraneo, che arriva all'appuntamento autunnale con un carico di calore e umidità fuori dal comune. Il 12 settembre la temperatura superficiale media dell'intero bacino ha toccato i 27,2 gradi, un valore superiore di 2,32 gradi rispetto alla norma stagionale. Le anomalie più marcate si registrano nel Mediterraneo centrale: lungo le coste italiane, in alcuni tratti del sud della Francia e davanti alle coste di Algeria, Tunisia e Libia, l'acqua risulta più calda fino a 5 gradi rispetto alla media.

Il Consorzio Lamma-Cnr ha rilevato che il calore non resta confinato in superficie, ma si spinge in profondità: in un punto campione al largo della Toscana l'anomalia media nello strato compreso tra 0 e 70 metri si aggira attorno a +1,7 gradi.

Piogge al Sud e sul Nord-Ovest

Le proiezioni pluviometriche delineano una distribuzione irregolare delle precipitazioni. Secondo le mappe elaborate dal modello ECMWF su base Copernicus, nella prima decade di ottobre le piogge dovrebbero risultare superiori alla norma sul Nord-Ovest, sulle Isole, su parte dei versanti di ponente e su alcune aree del Meridione, mentre altrove si manterranno nella media. Tra il 12 e il 18 ottobre il segnale si estende a quasi tutta l'Italia, con l'eccezione del medio-basso Adriatico, dove le precipitazioni dovrebbero restare nella norma.

Si tratta di indicazioni di tendenza su scala larga, che non permettono di stabilire con precisione quando e dove arriveranno le singole perturbazioni, ma che indicano una maggiore frequenza di configurazioni favorevoli al maltempo rispetto ai mesi estivi.

Il ruolo di El Niño

Sullo sfondo resta El Niño, che secondo l'aggiornamento del Climate Prediction Center della NOAA potrebbe raggiungere un'intensità molto forte tra autunno e inverno, con anomalie più significative nel trimestre ottobre-dicembre. Si tratterebbe di un evento definito storico, poiché mai prima d'ora le temperature delle acque superficiali del Pacifico tropicale avevano superato i 3 gradi rispetto alla media stagionale.

Gli esperti invitano però alla prudenza nel collegare automaticamente il fenomeno al tempo italiano: come ha spiegato Giulio Betti, meteorologo del CNR e del Consorzio LaMMA, si sta entrando in un territorio inesplorato e serviranno più certezze a partire da novembre. Le connessioni tra El Niño e l'Europa sono indirette e intermittenti, dipendono anche da altri fattori come la posizione del vortice polare e l'andamento della corrente a getto.

Un avvio dinamico

Le prime avvisaglie del cambio di passo sono già arrivate nei giorni scorsi, con una perturbazione atlantica che ha portato temporali pomeridiani sul Catanese e sul Siracusano e rovesci di stampo alpino tra Bellunese e Friuli. E per l'inizio di ottobre le tendenze indicano la possibile discesa di un affondo nordatlantico in grado di portare maltempo diffuso e temperature pienamente autunnali.

Fenomeni che, in un contesto di mare ancora molto caldo, potrebbero trovare energia aggiuntiva e risultare localmente intensi, anche se il legame tra anomalie marine e eventi estremi non è automatico e dipende dalla specifica evoluzione delle configurazioni atmosferiche.

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