Meteo, ottobre tra temperature sopra media e surplus di pioggia al Sud: l'incognita dei mari caldi
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Redazione Interno
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L'autunno meteorologico è iniziato, ma l'eredità dell'estate 2026 continua a pesare sulle proiezioni per il mese di ottobre. Le ultime elaborazioni stagionali del centro di calcolo europeo ECMWF indicano un possibile cambio di regime atmosferico sul bacino del Mediterraneo, con un'anomalia di pressione negativa estesa tra Atlantico orientale, Isole Britanniche, Francia ed Europa centro-occidentale. Questo assetto favorirebbe il transito di perturbazioni verso l'Europa meridionale e l'Italia, aumentando la frequenza di fasi instabili rispetto ai mesi estivi.
Il modello suggerisce una maggiore piovosità su gran parte del Mediterraneo centrale, con un surplus di precipitazioni che potrebbe interessare in particolare le regioni meridionali e le aree costiere ioniche.
Un Mediterraneo ancora caldo come serbatoio di energia
Il fattore che rende l'avvio della stagione autunnale particolarmente incerto è lo stato termico del Mar Mediterraneo. Secondo i dati elaborati dal Consorzio Lamma-Cnr, quello del 2026 è stato il luglio più caldo dal 1993 per le temperature superficiali marine, con una media di circa 27°C e un'anomalia di +3,9°C rispetto al periodo di riferimento 1991-2020 in un punto campione al largo della costa toscana.
Il calore non riguarda soltanto la superficie: un'elaborazione per il Mar Ligure mostra un'anomalia media di circa +1,7°C nello strato compreso tra 0 e 70 metri, ancora vicina a +0,8°C alla profondità di 70 metri. Francesco Meneguzzo, ricercatore del Cnr-Ibe e commissario del Consorzio Lamma-Cnr, ha quantificato questo calore in eccesso in 8,2 exajoule, pari a circa 1,8 volte l'energia disponibile per i consumi finali dell'Italia nel 2024.
Si tratta di uno stock energetico che, come ha spiegato lo stesso Meneguzzo, «non si può tecnicamente recuperare» e che «non è stato accumulato nel solo 2026, ma è uno stock in eccesso rispetto alla climatologia».
Le proiezioni dell'Aeronautica Militare fino a metà ottobre
Il Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia Aeronautica dell'Aeronautica Militare ha pubblicato le previsioni mensili per l'Italia, delineando la tendenza fino al 18 ottobre. Nella settimana compresa tra il 28 settembre e il 4 ottobre, l'anomalia anticiclonica dovrebbe rimanere sul Centro-Nord, attenuandosi lievemente al Sud, con l'ingresso da ovest di aria più umida e instabile sulle aree meridionali del Mediterraneo. Ne conseguirebbero regimi precipitativi al di sotto della media al Centro-Nord e in linea con il periodo al Sud, mentre le temperature resterebbero ovunque sopra la media.
Tra il 5 e l'11 ottobre, l'anomalia anticiclonica sul centro Europa sarebbe in graduale regressione, mentre il Mar Libico e il Mediterraneo orientale verrebbero interessati da una lieve anomalia ciclonica: i regimi pluviometrici risulterebbero al di sopra della media lungo le aree costiere ioniche e sulla Sicilia. Nell'ultima settimana considerata, dal 12 al 18 ottobre, l'anomalia anticiclonica dovrebbe allontanarsi definitivamente dal Paese, lasciando spazio a correnti umide sudoccidentali con precipitazioni leggermente superiori alla media al Centro-Nord.
La variabilità come tratto dominante
Mario Giuliacci ha delineato uno scenario caratterizzato da una forte alternanza tra fasi stabili e passaggi perturbati. Secondo le sue indicazioni, ottobre potrebbe non essere un mese di freddo continuo e pioggia senza tregua, ma piuttosto un periodo di marcata variabilità meteorologica, con giornate più fresche durante i passaggi perturbati alternate a periodi di stabilità e temperature superiori alle attese. L'arrivo di masse d'aria più fresche dopo una lunga stagione calda aumenterebbe i contrasti termici, favorendo temporali localmente intensi.
Lo stesso Giuliacci ha invitato a non confondere eventuali temperature sopra la media con la prosecuzione dell'estate, sottolineando che anche valori sensibilmente superiori alla norma stagionale non implicherebbero necessariamente condizioni tipiche di luglio o agosto. Le proiezioni stagionali, per loro natura, indicano una tendenza generale e non consentono di stabilire in anticipo dove e quando si verificheranno gli episodi più significativi.
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