Lecornu sospende il portale di Shein nel giorno dell'apertura del primo store a Parigi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre le porte del nuovo mega-store parigino di Shein, il primo permanente a livello globale, si spalancavano al pubblico, nella piazza del municipio centinaia di persone, trattenute a fatica da un cordone di polizia, gridavano inferocite. Quella che avrebbe dovuto essere una semplice inaugurazione, celebrata all'interno del lussuoso Bazar de l’Hotel de Ville Marais, si è trasformata in un caso nazionale, segnato da una duplice e contraddittoria realtà: la contestazione fisica, da un lato, e la decisione governativa di sospendere la piattaforma digitale dall'altro. Un piccolo gruppo di manifestanti, infatti, è riuscito a interrompere brevemente la cerimonia di apertura, prima di essere allontanato dalla sicurezza, in un clima di forte tensione che ha immediatamente travalicato i confini del quartiere del Marais.

La mossa del governo francese

Proprio in quella medesima giornata, il primo ministro Sébastien Lecornu annunciava, con una mossa che non passava inosservata, l'avvio di una procedura di "sospensione" in Francia del portale online del colosso cinese. La decisione, come si evince da una nota ufficiale, è stata assunta "su istruzione del Primo Ministro" e rimarrà in vigore, si specifica, "per il tempo necessario" a permettere a Shein di dimostrare la piena conformità alle leggi e ai regolamenti francesi. Una misura che, sebbene non abbia intaccato l'apertura del punto vendita fisico, colpisce direttamente una delle arterie commerciali principali dell'azienda, costringendola a un improvviso adeguamento.

Le ragioni dello stop online

A scatenare l'intervento delle autorità transalpine, che hanno di fatto messo sotto sequestro digitale la piattaforma, è stata la vendita di prodotti giudicati illegali e profondamente scioccanti. Tra questi, come riportato, spiccavano armi bianche, dei machete, e soprattutto delle cosiddette 'bambole sessuali' dalle sembianze chiaramente infantili, oggetti la cui commercializzazione ha sollevato un comprensibile sdegno pubblico. La piattaforma di e-commerce, che pure aveva attirato folle di acquirenti all'evento parigino, si è così trovata al centro di un vortice giudiziario e mediatico, costretta a rispondere di aver permesso la circolazione di merce al di fuori di ogni norma.

La paradossale doppia realtà

Il paradosso di una giornata storica per l'azienda, che da puramente digitale tentava di approdare con forza al retail fisico, è stato così evidente: da una parte l'euforia, seppur contrastata, per l'inaugurazione di uno spazio di mille metri quadrati in un tempio dello shopping parigino, e dall'altra l'oscuramento del suo canale di vendita primario. Mentre i primi clienti varcavano la soglia del BHV Marais, il sito web diventava inaccessibile per i francesi, un atto amministrativo che getta una lunga ombra sul futuro operativo del gigante cinese in Europa, obbligandolo a un repentino ripensamento delle sue procedure di controllo.

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