Il sogno americano di Martin Landaluce continua: eliminato Korda dopo l’impresa con Alcaraz
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Redazione Sport
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Sul cemento dell’Hard Rock Stadium, là dove il caldo umido della Florida sembra amplificare ogni colpo a effetto, la settimana del Miami Open sta regalando un copione imprevisto eppure già scritto con la determinazione di chi, partito dalle qualificazioni, non ha intenzione di cedere il passo. Martin Landaluce, spagnolo classe 2006, numero 151 del mondo, ha aggiunto un altro capitolo alla sua cavalcata eliminando Sebastian Korda, testa di serie numero 32, al termine di due ore e ventotto minuti di una partita che ha cambiato volto più volte. Il punteggio, 2-6, 7-6, 6-4, racconta di un giovane capace di assorbire la pressione dopo aver perso il primo set e di gestire il nervosismo di un avversario, Korda, che solo pochi giorni prima aveva compiuto l’impresa di eliminare il numero uno al mondo Carlos Alcaraz.
Il colpo di scena dopo l’impresa
Sebastian Korda, 36esimo nel ranking Atp, si era presentato agli ottavi di finale forte di una fiducia ritrovata, quella che nasce da vittorie pesanti come quella contro il proprio idolo nazionale. Eppure, contro il giovane iberico, la narrazione si è ribaltata. Landaluce, arrivato nel main draw grazie al percorso netto nelle qualificazioni, ha dimostrato di non temere il palcoscenico: prima ha regolato Marcos Giron (numero 70) e l’italiano Luciano Darderi (numero 18) con un terzo set deciso da un break cruciale, poi ha sorpreso il numero 15 del mondo Karen Kachanov in due set, 6-3, 7-6, imponendo un ritmo che ha trovato conferma anche nel match contro lo statunitense. Nel tie-break del secondo set, quando Korda provava a chiudere i conti, Landaluce ha trovato le risorse per allungare il confronto, trasformando il parziale in una battaglia fisica che alla lunga ha premiato la sua freschezza mentale.
Una giornata amara per gli Stati Uniti
Non solo Korda, però, a dover salutare prematuramente il Masters 1000 di Miami. L’inizio di giornata si è rivelato particolarmente complicato per i rappresentanti di casa, con il numero 7 del mondo Taylor Fritz costretto ad arrendersi in tre set al ceco Jiri Lehecka, numero 22 delle classifiche. Fritz, dopo aver vinto il primo parziale, si è lasciato sorprendere nel tie-break del secondo e non ha retto l’accelerazione finale dell’avversario, che ha chiuso 6-4, 6-7, 6. Un doppio ko, quello americano, che ha spostato ulteriormente i riflettori sul giovane Lehecka, ora atteso proprio dal confronto con Landaluce nei quarti di finale. Un incrocio, quest’ultimo, che mette di fronte due delle sorprese più autentiche di questo torneo.
Landaluce e quel rovescio da ricordare
C’è un’immagine che sintetizza il carattere del ragazzo di Madrid: sul match-point contro, con il pubblico diviso tra la curiosità per il nuovo nome e il tifo per il beniamino locale, Landaluce ha risposto a una prima potente con un rovescio incrociato di precisione millimetrica. Non un tentativo di appoggio, ma la scelta lucida e coraggiosa di andarsi a prendere il punto, cancellando l’opportunità di chiusura per Korda e ribaltando psicologicamente l’inerzia. Da quel momento, la partita è scivolata sui binari della sua fisicità e della sua capacità di tenere il servizio nei momenti decisivi. Il terzo set, chiuso sul 6-4, ha confermato la tenuta di un giocatore che, partito dalle qualificazioni, ha già superato quattro avversari di rango ben superiore al suo attuale posizionamento in classifica.
Il cemento di Miami e le prossime sfide
Il Miami Open, secondo Masters 1000 della stagione, si conferma teatro di ribaltoni frequenti, con un montepremi totale di oltre 9,4 milioni di dollari che attira i migliori interpreti del circuito ma non garantisce la loro continuità. Per Landaluce, che nel post-partita ha accennato a un’identificazione nel modello di gioco di Rafa Nadal senza mai cercare paragoni ingombranti, il traguardo dei quarti rappresenta già il miglior risultato della giovane carriera. L’ostacolo Jiri Lehecka, fresco vincitore con Fritz, si presenta ora come il prossimo capitolo di una storia iniziata con le qualificazioni: il ceco, abituato ai palcoscenici importanti, porta con sé un tennis verticale e un servizio efficace, elementi che metteranno alla prova la capacità di Landaluce di adattarsi a un gioco diverso rispetto a quello incontrato finora. Nessuna certezza, solo la consapevolezza che su questi campi, in questi giorni, il ranking sembra essere diventato un numero dal valore puramente statistico.




