Marco Bezzecchi, tra il trionfo ad Austin e la promessa di ritrovare Sinner e Antonelli sui kart
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Redazione Sport
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L’aria che tira in casa Aprilia, a guardare la classifica del Mondiale MotoGP, è quella delle grandi occasioni. Il fine settimana di Austin, terzo atto di questo campionato 2026, ha consegnato una fotografia nitida dello stato dell’arte: la casa di Noale, con la sua RS-GP, ha messo in atto un vero e proprio cambio della guardia nei confronti della Ducati, consolidato dalla quinta vittoria consecutiva di Marco Bezzecchi. Il pilota romagnolo, dopo l’errore nella Sprint del sabato – un incidente di percorso che gli era costato la leadership provvisoria a favore del compagno Jorge Martin – ha risposto con una domenica di autorità, imponendosi dal primo all’ultimo giro sul circuito delle Americhe e riprendendosi la testa della classifica con quattro lunghezze di vantaggio sullo spagnolo.
Il weekend texano ha offerto più di un semplice verdetto tecnico. È stata la vetrina ideale per osservare la resilienza di Bezzecchi, capace di metabolizzare la delusione del sabato – quando, in una rimonta che lo stava riportando in seconda posizione, una staccata troppo decisa alla curva 11 lo aveva costretto a scivolare sull’asfalto – trasformandola in una prestazione solida e senza sbavature la domenica. Alle sue spalle, Jorge Martin ha confermato di aver ritrovato quella confidenza con la moto che gli era mancata nel 2025, a causa dei tanti problemi fisici che ne avevano condizionato l’avvio. Lo spagnolo, dopo aver vinto la Sprint in rimonta su Francesco Bagnaia, ha duellato a lungo con Pedro Acosta prima di assicurarsi il secondo posto, regalando alla sua squadra una doppietta che pesa come un macigno nella corsa al Titolo.
Enea Bastianini, dal canto suo, ha trovato nel tracciato del CotA un terreno fertile per una rincorsa che si preannuncia fondamentale per il progetto Ktm. Il riminese, protagonista di una Sprint ricca di colpi di scena conclusasi con un podio insperato, ha poi messo a referto una prestazione solida nella gara lunga. E se Pedro Acosta ha chiuso sul podio, non ha mancato di sottolineare come il contributo del suo compagno di squadra – reduce da un periodo complicato – sia stato decisivo per indirizzare le migliorie tecniche sulla RC16, un segnale chiaro di come Bastianini stia progressivamente diventando un pilastro per la casa austriaca.
Fuori dal paddock, però, a far parlare di sé è stato anche l’intreccio umano che lega i grandi protagonisti dello sport italiano. Marco Bezzecchi, tornato in Italia dopo aver provato le moto da strada ad Austin insieme a Jorge Lorenzo e ad alcuni clienti americani del Gruppo Piaggio, ha raccolto l’eredità di una domenica memorabile in cui il tennis e la Formula 1 hanno regalato altrettante gioie. Jannik Sinner, dominatore a Miami con il suo ennesimo Masters 1000, e Kimi Antonelli, reduce dal successo in Giappone che lo proietta in una posizione di vertice in classifica, completano un trittico di talenti che si scambiano complimenti via messaggio con la naturalezza di amici più che di colleghi.
La rinascita di Martin e il valore della doppietta Aprilia
Se il campionato sembrava destinato a una lotta a due con Bezzecchi, la prestazione di Jorge Martin ad Austin ha riaperto scenari inediti all’interno della stessa squadra. Lo spagnolo, arrivato in Aprilia dopo un anno travagliato, ha dimostrato di aver assorbito le difficoltà iniziali – quando non aveva potuto guidare nel primo test a Sepang – e di essere ora in grado di competere ad armi pari con il compagno. La sua vittoria nella Sprint, ottenuta con una scelta di gomma coraggiosa (la media contro la soft di Bagnaia), è stata la scintilla che ha acceso la rimonta in classifica, interrotta poi solo dalla superiorità espressa da Bezzecchi nella gara domenicale. Il fatto che entrambi i piloti abbiano trovato sintonia con la nuova RS-GP, pur con stili di guida differenti, certifica il salto di qualità compiuto dal reparto corse di Noale, ora in grado di offrire una moto competitiva sia sul passo gara sia in ottica di sviluppo.
Il fattore Bastianini e l’evoluzione della Ktm
Il ritorno in Romagna di Bezzecchi e Bastianini, ciascuno con un trofeo nella propria bacheca, racconta anche di una rinascita per il pilota della Ktm Tech3. Il fine settimana americano ha segnato una svolta per Bastianini, finalmente in grado di esprimere quel potenziale che lo aveva reso uno dei prospetti più interessanti della griglia. Pedro Acosta, dopo la gara, ha apertamente riconosciuto come le soluzioni tecniche sperimentate sulla moto di Enea – in particolare quelle finalizzate a una migliore gestione del consumo della gomma posteriore – siano state poi replicate con successo anche sulla sua factory, suggerendo che la sinergia tra i due piloti Ktm potrebbe diventare un fattore determinante per le prossime tappe europee. Bastianini, insomma, si conferma non solo un pilota solido, ma un elemento centrale nel progetto tecnico della casa di Mattighofen.




