Tala Beach, lo sfogo del venditore: «Non hanno pagato nulla» e i retroscena del lido di Santanchè

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non c’è solo il fascino indiscreto delle rose rosse e delle cene a base di pesce nella placida Marina di Pietrasanta, a tingere di cronaca l’estate (per ora solo virtuale) dell’ex ministra del Turismo. Mentre Daniela Santanchè si concede un “esilio dolce-amaro” nella villa versiliese, lontana dai riflettori di Roma ma non dalle chiacchiere, spunta un contenzioso che rischia di sporcare l’immagine del nuovo lido a cui sarebbe legata la sua rinascita imprenditoriale. Il progetto che coinvolge il compagno, Dimitri Kunz, e un socio kazako di nome Toporov, finisce sotto la lente d’ingrandimento del Fatto Quotidiano, che ha raccolto la versione corrosiva di chi quei terreni li ha venduti.

«Quattrini mai visti»: l’affondo del venditore Mallegni

La vicenda, che mescola soldi e promesse non mantenute, prende dalle parole di Mallegni, il venditore di uno degli stabilimenti balneari oggetto dell’operazione. «Abbiamo firmato un preliminare, ma finora non hanno pagato nulla», ha confessato senza mezzi termini al quotidiano. La sua fiducia nei confronti dei nuovi acquirenti, per usare una metafora tanto cruda quanto efficace, è pari a quella che si ripone in «un cane morto di un vescovo su una strada». Una dichiarazione pesante, che fotografa una situazione giudiziaria già in movimento: «A me i quattrini non me li ha neanche dati. Il mio avvocato l’ha già diffidato due volte», ha aggiunto, riferendosi a Dimitri Kunz.

Dalle dimissioni forzate alla “casina rosa”

L’affaire immobiliare arriva mentre la politica prova a metabolizzare l’addio della titolare del dicastero del Turismo, un’uscita di scena – è bene ricordarlo – avvenuta non senza pressioni della premier Giorgia Meloni e la delicata intermediazione del presidente del Senato Ignazio La Russa. Santanchè, che ha firmato le dimissioni con il rammarico di chi si sente «imposto» un passo indietro, si è rifugiata nella sua “casina rosa” di Marina di Pietrasanta. Da lì, nel cuore del parco della Versiliana, ha lanciato un videomessaggio social: «Mi ricorderò di ognuna di queste persone, perché la vita è lunga e bisogna sempre ricordarsi di essere insieme, di essere una squadra». Una frase che molti hanno letto come un avvertimento velato nei confronti dei suoi ex colleghi di governo.

Lusso, progetti balneari e lo sfogo telefonico

«Se mi volevano fare fuori dovevano farlo quando mi indagarono». Questo lo sfogo che l’ex ministra – la quale resta comunque in Senato nelle file di Fratelli d’Italia – avrebbe confidato ai pochi amici intimi che ancora raggiungono la sua villa per strapparle un sorriso. L’arietta mite della Versilia non è riuscita a placare del tutto l’amarezza per quella che considera una cacciata. E mentre lei si gode il “buen retiro” e il compagno Dimitri Kunz, principe di stirpe (e socio in affari), prova a minimizzare con un secco «Tutto bene, tutto perfetto», la cronaca nera-gestionale dell’affare Tala Beach fa emergere un’altra verità: quella di un preliminare firmato e di soldi che, almeno per il venditore, non sono ancora stati staccati.

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