Sei Nazioni under 20, a Treviso l’Italia lotta ma alla fine deve cedere all’Inghilterra

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Dopo una settimana di pausa, il Sei Nazioni under 20 è tornato a Treviso per la sua quarta giornata, e l’appuntamento al Monigo – teatro abituale delle gesta degli Azzurrini – proponeva sulla carta un impegno proibitivo contro l’Inghilterra. La sfida di ieri sera, con calcio d’inizio fissato alle 20.15, rappresentava per i ragazzi di Andrea Di Giandomenico l’ennesimo tentativo di dare una svolta a un torneo fin qui avaro di soddisfazioni, mentre per gli ospiti, reduci da un percorso a singhiozzo che ne ha complicato la corsa al Titolo, l’obiettivo era quello di non sbagliare più. L’approccio alla partita è stato proprio quello che ci si poteva attendere da due squadre con necessità opposte ma ugualmente pressanti: l’Inghilterra ha provato a imporre fin da subito il proprio ritmo e la propria fisicità, ma l’Italia, come spesso le accade in questo Sei Nazioni, ha risposto presente, reggendo l’urto per lunghi tratti e piazzando persino i primi colpi.

Il primo tempo ha infatti raccontato di un’Italia capace di soffrire e di ripartire. Dopo un avvio in cui gli inglesi hanno fatto la partita senza però trovare varchi – merito di una difesa azzurra ben organizzata e di un Jaheim Noel Wilson strepitoso nel recuperare palloni preziosi nei punti d’incontro – è arrivata la scintilla al minuto diciotto. Un intercetto di Tommaso Roda su un passaggio di Finn Keylock ha ribaltato l’inerzia, e dopo un calcio di punizione che ha costretto Noah Caluori a portare il pallone nella propria area, la mischia a cinque metri ha partorito l’azione del vantaggio: Antony Italo Miranda e Nikolaj Varotto hanno servito Pietro Celi, il cui inserimento centrale è stato letale per il 7-0 trasformato da Francesco Braga. La reazione inglese non si è fatta attendere, e anzi è stata veicolata proprio da quelle armi di pressione continua che alla lunga sarebbero risultate decisive. Gli Azzurrini hanno retto, hanno visto annullarsi una meta a Valerio Pelli per un’ostruzione, ma al minuto trentasei, complice una difesa messa sotto pressione dal possesso prolungato avversario, Will Knight ha trovato il varco per il pareggio, trasformato da Keylock. Il finale di frazione ha visto l’Inghilterra spingere ancora, e un fallo evitabile di Luca De Novellis è costato il cartellino giallo e i tre punti del sorpasso firmati sempre da Keylock, fissando il 7-10 con cui si è chiuso il primo tempo.

Nella ripresa, la superiorità numerica è stata immediatamente fatale. Gli inglesi hanno allargato il gioco e Lucas Friday, approfittando di uno scoperto, ha segnato la meta del 7. L’Italia, però, non si è scomposta e ha mostrato carattere, ribattendo colpo su colpo: prima Pelli, imbeccato da un bell’offload di Malik Faissal, ha schiacciato accorciando sul 12-17, poi, dopo un piazzato di Keylock, è stato lo stesso Faissal a trasformarsi in marcatore, rubando l’ovale a Friday su un rinvio sporco e schiacciando in bandierina per il 17-20 che riapriva tutto. È stato il momento migliore degli Azzurrini, il momento in cui la partita sembrava poter prendere una piega diversa. Ma il divario in termini di possesso e territorio, alla fine, ha pesato come un macigno. Con il passare dei minuti, la benzina nella metà campo difensiva è calata, e l’Inghilterra ha trovato con troppa facilità la via della meta: Seb Kelly, Keylock e, in chiusura, George Marsh hanno inflitto il 37-17 finale, punendo un’Italia che aveva tenuto botta per oltre un’ora ma che aveva dovuto fare i conti con un possesso palla bulgaro (36%) e un territorio irrisorio (26%).

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