Matteo Darmian: «Vogliamo festeggiare a casa. Siamo ripartiti dopo l’anno scorso»
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Redazione Sport
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Il pareggio per 2-2 maturato sul campo del Torino, nonostante un avvio che aveva illuso la squadra di Cristian Chivu grazie alle reti di Marcus Thuram e Yann Bisseck, lascia inevitabilmente un sapore agrodolce in casa nerazzurra. A lanciare un segnale di chiara determinazione, intervenendo ai microfoni di Dazn al termine del match dell’Olimpico Grande Torino, è stato il difensore Matteo Darmian: l’ex giocatore del Manchester United ha spiegato come la squadra abbia metabolizzato la rimonta subita per mano dei granata, concentrandosi esclusivamente sull'obiettivo ormai prossimo. Il vantaggio in classifica, che adesso richiede un solo punto per la certezza aritmetica del Titolo, pone l’Inter di fronte a un appuntamento che sa di resa dei conti già nel prossimo turno, quello casalingo contro il Parma. Darmian ha voluto sottolineare, con un realismo che non esclude l’ambizione, come la gestione psicologica abbia giocato un ruolo fondamentale in questa stagione: «L’anno scorso è stata una stagione positiva, ma terminata nel modo peggiore – ha ricordato il laterale –. Non è stato facile ripartire, soprattutto a livello psicologico, ma siamo stati bravi tutti, a partire dal Mister che ci ha dato fin da subito quello di cui avevamo bisogno».
La rimonta subita non ferma la corsa: «Ora mancano solo tre punti»
Nonostante la delusione per un vantaggio di due gol vanificato nel secondo tempo, l’analisi di Darmian è risultata lucida e orientata al futuro piuttosto che al rammarico del presente. Il difensore ha spiegato che la squadra aveva programmato la volata finale sapendo di avere bisogno di quattro punti prima del fischio d’inizio contro il Torino, un calcolo che è stato parzialmente aggiornato: «Volevamo vincere, non ci siamo riusciti, ma ora ne mancano solo tre e cercheremo di portarli a casa la prossima settimana davanti ai nostri tifosi». Questa visione, che trasforma un potenziale passo falso in un semplice rinvio della festa, dimostra la solidità mentale di un gruppo che ha imparato a non disunirsi nemmeno di fronte a una doppia rimonta. L’obiettivo dichiarato, a questo punto, assume i contorni di un rituale collettivo: chiudere il discorso scudetto tra le mura amiche, regalando al pubblico di San Siro un trionfo che manca da quasi quattro decenni.
Il record di Dimarco e la forza del gruppo: «Merita i complimenti»
Tra le note positive emerse dalla trasferta torinese, Darmian ha voluto spendere parole di elogio nei confronti del compagno di reparto Federico Dimarco, autore di una prestazione che è entrata di diritto nella storia della Serie A. Con i due assist forniti rispettivamente per il colpo di testa di Thuram e per quello di Bisseck, il laterale sinistro ha infranto il record di assist in una singola stagione sportiva, un traguardo che il difensore ha definito «meritatissimo» data la stagione «incredibile» che il suo compagno sta disputando. «Sono contento per Dimarco – ha aggiunto Darmian – si merita questo traguardo e i complimenti». Inoltre, la reazione visibile di alcuni compagni sul terreno di gioco, che esprimevano irritazione per la rimonta subita, è stata letta dall’ex granata come un segnale positivo: «Questo dimostra la voglia e la mentalità del gruppo, vuole sempre vincere e dimostrare di avere la giusta cattiveria per cercare la vittoria».
Dallo zero titoli alla riscossa: il ruolo del mister nella rinascita
Per comprendere la profondità della svolta nerazzurra, Darmian ha gettato uno sguardo retrospettivo sulla pesante eredità lasciata dalla passata stagione, conclusa senza alcuna celebrazione nonostante le premesse. «Concludere un'annata con zero titoli non fa piacere, specialmente quando hai la responsabilità di giocare in un club importante come l'Inter», ha ammesso il difensore, sottolineando come il gruppo abbia scelto la strada della responsabilità collettiva piuttosto che quella delle scuse. Una rinascita che Darmian attribuisce in larga parte all’impatto dell’allenatore, il quale ha saputo immediatamente fornire alla squadra «quello di cui avevamo bisogno», ricostruendo le fondamenta psicologiche dopo il crollo finale della scorsa annata. Con l'umore del diretto interessato che, come ha confessato, «non è al 100%» a causa della mancata vittoria a Torino, il difensore ha comunque ribadito che l'appetito del gruppo rimane integro, con una consapevolezza aggiuntiva: oltre al match scudetto contro il Parma, all’orizzonte si staglia anche l’insidiosa finale di Coppa Italia contro la Lazio, un altro trofeo che l’Inter intende «portare a casa» per coronare una stagione che, a questo punto, non può più definirsi solo di transizione.
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