Un'altra tragedia nel sonno per la Km Sport: muore il runner Alberto Zordan

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La notte tra sabato e domenica, nella sua casa di Sovizzo, il cuore di Alberto Zordan, atleta di 48 anni noto per la sua passione per la maratona, ha smesso di battere. I soccorsi, sebbene tempestivi, non hanno potuto fare nulla per strapparlo a quello che è apparso come un malore fulminante, giunto mentre riposava. Un evento luttuoso, questo, che riporta alla memoria, per la sua tragica somiglianza, la scomparsa di Anna Zilio, compagna di squadra nello stesso team, la Km Sport Verona, trovata senza vita nel suo letto di Verona appena due settimane prima.

Il doppio lutto che scuote il mondo podistico

La vicenda, che sta profondamente segnando l'ambiente sportivo locale, assume una dimensione ancor più sconcertante se si considera la rapidità con cui si sono susseguiti i due decessi. Anna Zilio, trentanovenne originaria di Marano Vicentino, aveva infatti spento la sua corsa soltanto pochi giorni prima, il 13 ottobre, in circostanze del tutto analoghe. Entrambi atleti dediti alla disciplina della maratona, entrambi stroncati da un destino crudele nel luogo che dovrebbe rappresentare il massimo rifugio, la propria abitazione, e nel momento di maggiore abbandono, quello del sonno.

Le indagini per far luce sul mistero

Proprio l'eccezionalità di una simile coincidenza ha spinto le autorità a voler approfondire con ogni mezzo le cause di queste morti così premature e inspiegabili. Sia per Alberto Zordan che per Anna Zilio, la procura ha infatti disposto l'esecuzione dell'autopsia. Si tratta di accertamenti, questi, dai quali ci si attende una risposta chiara e scientifica, capace di dissipare il velo di angoscia e di interrogativi che grava su due esistenze spezzate nel fiore degli anni, apparentemente senza un motivo.

La vita regolare di un atleta consumato

Quello che rende ancor più amaro il cordoglio tra amici e conoscenti è il ricordo di uomini e donne in piena salute, la cui vita era scandita da un'attività fisica intensa e da una preparazione meticolosa. Alberto Zordan, in particolare, viene descritto come un maratoneta esperto, uno che "non lasciava niente al caso", lontano dall'immagine di una persona fragile. Una condizione, la sua, che rende l'evento ancor più difficile da accettare e che accentua l'attesa per i risultati delle indagini mediche, unici in grado di tracciare un percorso di verità in una storia segnata dal dramma.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.