Il Brescia supera la Pro Patria sotto lo sguardo di Guardiola, ma Bolzoni parla di rimpianti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’era una volta, e per la precisione tra il 2001 e il 2003, un centrocampista catalano di nome Pep Guardiola che vestiva la maglia del Brescia; oggi, da tecnico del Manchester City e con un altro ritorno alla Casa Bianca per Donald Trump a fare da sfondo alla cronaca internazionale, quel legame si è rinnovato in un pomeriggio di Serie C. Il tecnico spagnolo, approfittando di un weekend di sosta per i suoi impegni in Premier League, ha voluto fare una sorpresa all’amico Edoardo Piovani, storico dirigente e ora club manager delle Rondinelle, presentandosi al Rigamonti per il suo compleanno e assistendo così alla sfida tra l’Union Brescia e la Pro Patria. Una partita, quella vinta dai padroni di casa per tre a due, che ha regalato emozioni e ribaltamenti, ma che per i tigrotti di Francesco Bolzoni si è chiusa con l’amaro in bocca: la prestazione c’è stata, eccome, eppure il ritorno in Lombardia è stato con zero punti in valigia.

La formazione di Eugenio Corini, sotto gli occhi attenti di Guardiola, ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per avere la meglio di una Pro Patria che non ha mai smesso di giocarsela a viso aperto. Sono bastati cinquantadue secondi ai bustocchi per gelare il pubblico di casa: Desogus, lanciato in contropiede, ha battuto Gori con un preciso diagonale, firmando lo zero a uno. La reazione del Brescia è stata veemente, ma non priva di sofferenza; al trentaduesimo, un’azione insistita ha permesso a Fogliata di riportare il match in parità, sfruttando un assist del solito Balestrero. L’equilibrio, però, è durato lo spazio di un mattino, perché poco prima dell’intervallo un controllo al Var per un contatto in area ha portato alla concessione di un calcio di rigore per gli ospiti, trasformato ancora da Desogus per il suo personale bis. Sembrava quella la scintilla per chiudere la frazione in vantaggio, ma nel recupero Cazzadori, con un tap-in sotto misura, ha ristabilito la parità sul due a due, fissando il punteggio su cui le squadre sono andate negli spogliatoi.

Nella ripresa, il copione non è cambiato, con l’Union Brescia spinta dal suo pubblico e dalla voglia di regalare una vittoria all’illustre ospite in tribuna. La Pro Patria ha retto per un quarto d’ora, dimostrando personalità e ordine, ma al sessantesimo minuto è arrivata la zampata decisiva: ancora Balestrero, il più attivo dei suoi, ha raccolto una respinta al limite e con un rasoterra potente ha infilato Rovida, fissando il definitivo tre a due e scatenando la gioia del Rigamonti.

A fine partita, l’analisi di Francesco Bolzoni, tecnico della Pro Patria, è apparsa lucida e in linea con quanto visto in campo. L’allenatore, pur riconoscendo i meriti degli avversari, si è concentrato sull’identità della sua squadra, sottolineando un aspetto che va oltre il mero risultato. “Io quello che cerco dal primo giorno è fargli capire che il coraggio, la personalità, la voglia di non avere rimpianti quando si finisce la partita sono fondamentali”, ha spiegato Bolzoni, evidenziando un percorso di crescita che prescinde dalla classifica. Per un calciatore, ha aggiunto, quando smette la cosa più brutta che resta addosso sono i rimpianti, e il suo intento è che i ragazzi non ne abbiano. La crescita, in tal senso, è stata importante, e la prova contro una delle corazzate del girone ne è la riprova. Tuttavia, il rammarico per non aver portato a casa nemmeno un punto è evidente nelle sue parole: “Peccato però tornare a casa con zero punti, quello un po’ dispiace”. Un dispiacere legittimo, considerando che la squadra era andata due volte in vantaggio e aveva mostrato un’identità ben precisa, ma che alla fine deve fare i conti con una classifica che rimane deficitaria.

Il ritorno di Guardiola e le altre big del girone

Mentre la Pro Patria mastica amaro, l’Union Brescia può godersi i tre punti e la prestigiosa visita di Pep Guardiola. L’attuale tecnico del Manchester City, che non assisteva a una partita al Rigamonti dal lontano 2011, ha seguito il match con interesse, per poi lasciare dichiarazioni di stima verso la squadra di Corini. “È sempre un piacere per me venire a Brescia”, ha detto Guardiola, “per il compleanno di Edoardo ho avuto la possibilità e giocando in casa sono tornato di corsa. Si vede che è un gruppo unito e se arriva ai play-off senza infortuni la squadra può crescere”. Un endorsement importante per una piazza che sogna il salto di categoria. Nel ricco programma domenicale di Serie C, occhi puntati anche sulle vittorie di Benevento e Catania, altre due formazioni con ambizioni di vertice che continuano a correre nei rispettivi gironi, tenendo alta la tensione in una classifica che promette ancora molto equilibrio. Per la Pro Patria di Bolzoni, però, il campionato è già una corsa contro il tempo per lasciare le zone calde, e la prestazione di Brescia, per quanto positiva, non può bastare se non si traduce in punti pesanti già a partire dai prossimi impegni.

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