Omicidio di Roberto Bolzoni: indagini e arresti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Lodi – Nella mattinata di domenica 23 febbraio, Roberto Zuccotti e il nipote Andrea Gianì, con cui conviveva, sono stati arrestati con l'accusa di omicidio e rapina in relazione alla morte di Roberto Bolzoni. La vittima, un uomo di 60 anni, è stata trovata senza vita nella sua auto parcheggiata in piazza Omegna a Lodi, due giorni dopo essere stato ucciso. Secondo gli investigatori, il delitto sarebbe avvenuto nel tardo pomeriggio di domenica 16 febbraio.

Le indagini hanno rivelato che Bolzoni frequentava regolarmente il centro scommesse di via Vignati a Lodi, dove incontrava spesso i due arrestati. Non solo erano assidui compagni di scommesse, ma erano anche soliti trascorrere molte ore insieme. Le prove video e le tracce di sangue ritrovate hanno incastrato Zuccotti e Gianì, confermando il loro coinvolgimento nell'omicidio.

L'accusa ha sottolineato che Bolzoni è stato ucciso con 35 coltellate, un atto di estrema violenza che ha sconvolto la cittadina. I due arrestati, Roberto Zuccotti, di 48 anni, e il nipote Andrea Gianì, di 29 anni, sono stati formalmente accusati di omicidio e rapina. La Procura di Lodi ha evidenziato come la vittima frequentasse i due da mesi, solitamente prelevandoli in auto per andare insieme al centro scommesse Snai della città.

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