Pogacar domina il Tour de France: poker di tappe e l’ombra di Cavendish
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Redazione Sport
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Tadej Pogacar, che in questo Tour de France 2025 sembra aver deciso di riscrivere ogni possibile record, ha aggiunto un altro tassello alla sua corsa trionfale vincendo la cronoscalata di Peyragudes. Quattro successi in meno di due settimane: due prove di potenza sulle strade di Rouen e del Mur de Bretagne, un attacco solitario sull’Hautacam – dove ha polverizzato i rivali con 12 chilometri di fuga – e ora questa stoccata finale nella crono in salita, affrontata con la bici da strada e senza radiolina, come ha rivelato lui stesso. "Nel finale sono esploso, ma sono contento", ha ammesso, quasi a sminuire un’impresa che invece conferma la sua superiorità.
Lo sloveno, capace di gestire le fatiche della Grande Boucle con un’eleganza che ricorda i grandi del passato, ha allungato ulteriormente il suo vantaggio in classifica generale: 4’07” su Jonas Vingegaard, l’unico – almeno sulla carta – che potrebbe ancora provare a contrastarlo. Il danese, reduce da due Tour vinti, resiste ma senza riuscire a scalfire il dominio dell’uomo della UAE Emirates-XRG. Ben diverso il destino di Remco Evenepoel, crollato dopo un avvio promettente e ormai fuori dalla lotta per il podio.
Se il confronto con i contemporanei è già impietoso, c’è chi inizia a chiedersi se Pogacar possa insidiare anche i numeri dei leggendari cacciatori di tappe. Mark Cavendish, con i suoi 35 successi, detiene il record assoluto, un traguardo che fino a pochi anni fa sembrava intoccabile. Lo sloveno, a soli 26 anni, ne ha già 14: numeri che, seppur lontani, lasciano intravedere un’evoluzione possibile. Certo, il suo stile – più adatto alle salite e alle corse a tappe che alle volate – rende il paragone imperfetto, ma la costanza con cui sta accumulando vittorie obbliga a porsi la domanda.




