Il falconiere, l'orso e i serpenti: il controverso ménage à trois di Robert Kennedy Jr. con la fauna selvatica
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Redazione Esteri
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Palm Beach, una residenza sul lungomare, il sole della Florida che scandisce il ritmo indolente del pomeriggio. In questo scenario da cartolina, il segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., ha deciso di trasformare un tranquillo patio in un’arena di caccia improvvisata, finendo – come spesso accade nei suoi rapporti con la natura – per rimetterci qualche goccia di sangue.
Il bersaglio, in questo caso, erano due esemplari di "Black Racer", una specie di serpente non velenoso diffuso nella regione, incontrati (e subito manipolati) nella proprietà di Mehmet Oz, l’amministratore dei Centers for Medicare and Medicaid Services. La scena, immortalata in un video divenuto virale e pubblicato dallo stesso diretto interessato sul proprio profilo social, lo ritrae mentre, con una disinvoltura che sfiora la temerarietà, afferra i due rettili a mani nude, incurante dei richiami della moglie, l’attrice Cheryl Hines, che dallo sfondo lo esorta più volte a desistere.
Non è, lo si capisce subito, il primo rodeo per l’erede della dinastia politica.
Una lotta impari (e un morso meritato)
Nel filmato, della durata di meno di un minuto, Kennedy Jr. – in camicia azzurra e cravatta, come se fosse appena uscito da una riunione – si china e afferra i due serpenti, che qualcuno fuori campo (forse Oz stesso) ipotizza essere intenti a riprodursi. L’operazione, tuttavia, non segue i manuali di erpetologia: mentre tiene i rettili stretti per la coda, allontanandoli con cautela dalle teste, uno di questi si rizza improvvisamente e lo morde ripetutamente alla mano sinistra, costringendolo a un rapido movimento di ritirata.
Nonostante la lezione pratica e il sangue (probabilmente lieve) che spunta dalla ferita, l’espressione del segretario resta sorridente, quasi compiaciuta, mentre la moglie, con un tono tra l’incredulo e il rassegnato, lo apostrofa: "Sei matto". Gli esperti consultati in seguito hanno chiarito che, sebbene i morsi dei colubri neri siano innocui per l’uomo (non essendo velenosi), la manipolazione effettuata da Kennedy Jr. rappresenta comunque una pratica scorretta e pericolosa per gli animali, causando loro uno stress evitabile e potenziali danni alla colonna vertebrale.
La balena, la motosega e il bagagliaio dell’auto
Guardando il filmato, viene difficile non pensare che per Kennedy Jr. questa sia una sorta di "normale amministrazione". L’episodio di Palm Beach, infatti, non è che l’ultimo capitolo di un lungo e controverso ménage à trois con la fauna selvatica – viva o morta che sia – che lo segue da decenni. C’è la storia, emersa nel 2024 proprio in piena campagna elettorale, del cucciolo d’orso trovato morto lungo una strada della Hudson Valley.
In quell’occasione, come raccontato dallo stesso diretto interessato in un video oggi celebre, la carcassa del plantigrado non venne lasciata al Dipartimento di Conservazione Ambientale, ma caricata nel bagagliaio della sua auto con l’intenzione, dichiarata, di scuoiarla e metterne la carne nel congelatore. Quando la cena alla Peter Luger Steak House e il successivo volo rendevano impraticabile il rientro a casa, Kennedy Jr.
Escogitò una soluzione tanto macabra quanto bizzarra: abbandonare il cucciolo a Central Park, sistemando accanto ad esso una vecchia bicicletta per simulare un investimento. Un falso che tenne banco per giorni sui giornali newyorchesi prima che un’autopsia rivelasse la verità.
E ancora, se si solleva il tappeto delle sue stranezze, ne spuntano altre: la testa di una balena tagliata con una motosega sulla spiaggia di Hyannis Port e trasportata per cinque ore sul tetto del minivan di famiglia (con la figlia piccola, all’epoca, seduta accanto ai sacchetti di plastica in testa per ripararsi dagli schizzi di sangue).
La "pecora nera" e i falchi
In molti, all’interno del celebre clan politico, lo hanno definito "la pecora nera" – un’etichetta che, a giudicare dai fatti e dal suo stesso curriculum vitae (che annovera una passata dipendenza dall’eroina e l’espulsione da due college), non sembra preoccuparlo più di tanto. Tuttavia, ridurre il tutto a semplice eccentricità rischierebbe di essere riduttivo. C’è infatti un aspetto meno noto e decisamente più tecnico in questo rapporto: Kennedy Jr.
È un falconiere certificato e "maestro", autore di un manuale ufficiale per l’esame di falconeria dello Stato di New York. Alleva e addestra astori e falchi dalla coda rossa, una pratica che richiede disciplina e una conoscenza naturalistica che va ben oltre il semplice "prendere a mani nude un serpente".
Un paradosso, questo, che lo rende un personaggio sfaccettato: da un lato l’esperto protettore di volatili feriti, dall’altro il cacciatore che non esita a mutilare un procione investito (altro episodio emerso da una biografia non autorizzata) pur di portarne a casa un trofeo.
Se si considerano tutti questi precedenti – l’orso, la balena, i serpenti in amore – viene quasi spontaneo ritenere che il segretario della Salute americano abbia ormai consolidato una sua personale, per quanto controversa, filosofia di vita: se un animale gli capita a tiro (o si arena su una spiaggia), difficilmente ne uscirà senza aver lasciato un segno indelebile nella cronaca.




