Il segretario alla Salute, i serpenti e quella strana familiarità con la fauna selvatica americana
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Redazione Esteri
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Sarebbe riduttivo liquidare l’intera vicenda – l’ultima, a dir poco bizzarra, che vede protagonista Robert Kennedy Jr. – come il semplice atto di un funzionario di alto rango che decide di improvvisarsi domatore di rettili. L’episodio, destinato a diventare virale nell’arco di poche ore, è stato direttamente pubblicato dallo stesso Kennedy sul proprio profilo X.
Il video, della durata di qualche decina di secondi, lo ritrae nella soleggiata Palm Beach, a bordo piscina della residenza di Mehmet Oz, quel noto volto televisivo oggi a capo dei Centers for Medicare and Medicaid Services. A dispetto dell’abbigliamento formale – camicia azzurra e cravatta – e del contesto decisamente elegante, il segretario della Salute e dei Servizi Umani si china a mani nude su due esemplari di serpente nero intenti ad accoppiarsi.
Un approccio quantomeno discutibile
La scena, di per sé già abbastanza surreale per la sua inutilità, raggiunge il culmine della stranezza quando Kennedy, afferrati i due rettili per la coda, viene prontamente morso a una mano. Lui, invece di lasciarli andare, li solleva trionfante verso l’obiettivo della moglie, l’attrice Cheryl Hines, la quale lo riprende tra le esclamazioni di rito: «Bobby, perché? Sei fuori di testa! Ti prego, lasciali andare!».
Si tratta, come prontamente precisato anche negli articoli di agenzia, di Black Racer, una specie diffusa nel sud-est degli Stati Uniti che, per quanto particolarmente agile, è assolutamente priva di veleno e quindi innocua per l’uomo. Lo stesso Oz, che compare come voce fuori campo, cerca di razionalizzare l’accaduto sottolineando che «stavano facendo sesso», come se quello fosse il dettaglio più rilevante del quadro.
Non il primo episodio del genere
Questo ennesimo – e diciamolo, plateale – episodio di vicinanza forzata con il regno animale non rappresenta però un unicum nella biografia del rampollo della dinastia politica più celebre d’America; anzi, sembra quasi un tratto caratteriale. Nel corso degli anni, dalle interviste rilasciate dalla figlia Kick e da ricostruzioni biografiche, sono emersi particolari ben più inquietanti di una semplice rincorsa a due serpenti in giardino.
Si va dall’aver tagliato la testa con una motosega a una balena spiaggiata a Hyannis Port, per poi trasportare il macabro trofeo legato sul tetto del furgone di famiglia, fino all’aver riposto in freezer il corpo di un orsetto ucciso sulle strade dello stato di New York. Di quest’ultimo ritrovamento, Kennedy ne ha parlato apertamente: aveva intenzione di scuoiarlo e mangiarlo, salvo poi abbandonare l’idea e lasciare il cucciolo a Central Park con una bicicletta sopra, nella macabra illusione che sembrasse un investimento.
Un curriculum zootecnico da manuale
A completare questo curioso zoo personale ci sono poi alcuni rettili anfibi e un episodio, risalente al 2026 e riportato dalla stampa, in cui lo stesso segretario avrebbe asportato il pene da un procione investito per studiarlo. A questo catalogo di interazioni forzate si aggiunge, ovviamente, l’ormai famoso parassita – un verme morto – che qualche anno fa gli era stato trovato nel cervello dai medici del New England, giustificando i periodici cali di memoria accusati dal diretto interessato.
Sorvolando sulla simbologia involontaria (un verme nel cervello del capo della sanità americana), ciò che emerge dalla morsa del serpente in Florida è la fotografia di un funzionario pubblico che agisce con l’istinto, lo stesso che lo porta a non curarsi delle raccomandazioni della moglie o del buon senso. Nonostante i morsi, lui regge i serpenti in diretta mentre Oz, con una certa ironia clinica, gli chiede se stanno mordendo.
Kennedy risponde di sì, serafico, mentre la dinastia sembra essersi ormai definitivamente allontanata dal mito di Atlantide per approdare in una sorta di reality della sopravvivenza personale, a torso nudo nella giungla culturale di Palm Beach.




