Netanyahu rifiutò un piano per liberare tutti gli ostaggi prima di Rafah

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Secondo quanto riportato dall'emittente pubblica israeliana Kan, citando fonti anonime, il primo ministro Benjamin Netanyahu avrebbe respinto, nei mesi scorsi, una proposta avanzata dall’ex capo di stato maggiore delle Idf, il tenente generale Herzi Halevi, mirata a ottenere la liberazione di tutti gli ostaggi ancora nelle mani di Hamas prima di lanciare l’offensiva sulla città di Rafah. Il piano, che prevedeva un cessate il fuoco e il rilascio dei prigionieri in un’unica fase, sarebbe stato fermamente scartato dal premier, il quale avrebbe poi proseguito con l’operazione militare nel sud della Striscia di Gaza.

Intanto, continuano a emergere testimonianze drammatiche dalle famiglie delle persone catturate il 7 ottobre. Idit Ohel, madre di Alon – apparso in un video diffuso venerdì scorso dal gruppo che controlla l’enclave – ha raccontato, con parole cariche di emotività, le condizioni del figlio. “Era la prima volta che lo vedevo da allora. Ho notato che è ferito”, ha dichiarato, aggiungendo che, dopo aver consultato diversi medici, è emersa la gravità delle sue condizioni: l’uomo avrebbe riportato una lesione all’occhio destro tale da causargli la cecità da quell’occhio. Un quadro che, com’è ovvio, alimenta ulteriori timori per la sua incolumità.

Sul fronte negoziale, Hamas ha fatto sapere, attraverso una dichiarazione diffusa dopo l’invio di una delegazione al Cairo, di essere aperto a “qualunque proposta o idea” che possa condurre a una tregua permanente. Il gruppo chiede, tra le altre condizioni, il ritiro completo delle forze israeliane da Gaza, l’ingresso incondizionato degli aiuti umanitari e uno scambio di prigionieri “autentico”, da realizzarsi attraverso trattative serie mediate da terze parti. Una posizione, questa, che giunge in un momento di grande tensione, come dimostrato anche dal lancio di due razzi dalla Striscia verso Israele

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