Luciano Spalletti e quel pareggio a San Siro: «Leao fa finta di dormire, il Milan ti inganna e poi compare»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il tecnico della Juventus, al termine dello 0-0 contro i rossoneri, ha analizzato una partita vissuta sul filo della tensione tattica. Tra i timori per le ripartenze avversarie, l'isolamento di Jonathan David e l’attesa per il recupero di Vlahovic, l’allenatore bianconero non ha nascosto i limiti offensivi della sua squadra.

MILANO – C’è un attimo, in una partita di calcio, in cui tutto sembra sotto controllo. La costruzione dal basso procede metodica, il pressing avversario appare innocuo e la sensazione è quella di avere il pallino del gioco saldamente in pugno. È proprio in quell’istante, però, che il Milan colpisce. Luciano Spalletti, al termine dello 0-0 di San Siro che tiene vive le ambizioni Champions di entrambe le formazioni, ha descritto con una metafora efficace il pericolo rappresentato dalla squadra di Allegri, soffermandosi in particolare sulla minaccia rappresentata da Rafael Leao. «Lui – ha spiegato l’allenatore della Juventus in conferenza stampa – fa finta di dormire, tiene un occhio aperto e uno chiuso, poi ti riparte e sbatabam...». Un’insidia costante, quella del portoghese, capace di sfruttare qualsiasi distrazione avversaria per innescare l’uno-due mortale.

«Avevamo timore di possedere la partita fino in fondo»

L’analisi del pareggio a reti bianche, l’ennesimo in questa stagione per i bianconeri, parte da lontano. Intervenuto ai microfoni di Sky Sport al fischio finale, Spalletti non ha nascosto le difficoltà incontrate dalla sua squadra nel proporre calcio verticale. «Abbiamo fatto poco per vincerla – ha ammesso il tecnico –, avevamo il timore di entrare in possesso della partita fino in fondo e rischiare qualcosa». Un nodo, quello della paura di scoprirsi, che ha condizionato la manovra nel primo tempo, quando la Juve ha costruito con eccessiva lentezza, quasi fosse frenata dalla consapevolezza della letalità altrui.

Il rischio, a San Siro, è sempre dietro l’angolo. Spalletti lo sapeva ben prima del calcio d’inizio, tanto da studiare accorgimenti specifici per limitare le ripartenze. Lo testimoniano le sue dichiarazioni rilasciate a DAZN, nelle quali ha sottolineato come il vero pericolo sia quando «hai tutto a portata di mano». Il Milan, in tal senso, rappresenta un avversario subdolo: ti lascia illudere di avere il controllo per poi ribaltarti l’azione in un amen, sfruttando la velocità dei suoi uomini migliori. Una strategia, quella rossonera, che costringe ad «avere i droni per vedere dove si posizionano», come aveva ironicamente affermato il tecnico alla vigilia, proprio per non cadere nella trappola della staticità.

David troppe volte isolato, l’attesa per Vlahovic

Se la fase difensiva ha retto all’urto, con i bianconeri capaci di arginare gli strappi di Leao e Pulisic, è sotto il profilo offensivo che emergono le maggiori ombre. L’armata di Spalletti ha faticato a rendersi pericolosa, mostrando poca densità nell’ultimo quarto di campo. Il terminale offensivo designato, Jonathan David, si è trovato spesso tagliato fuori dal gioco. «Non c’era grande contatto fisico – ha analizzato l’ex ct a DAZN a proposito del canadese – e lui se non ha quello riesce a pulire le situazioni. Quando non ha l’uomo addosso, corre tantissimo. Sotto l’aspetto del dinamismo ti dà sempre il risultato della sua partita». Il limite, forse, sta altrove: David non va via in velocità né salta l’uomo nello stretto, qualità necessarie per accendere la scintilla nel traffico dell’area di rigore.

La sensazione, al termine di una gara decisa più dalla tattica che dall’estro, è che mancasse qualcosa in termini di presenza fisica davanti. Per questo motivo, nel momento clou della ripresa, gli occhi si sono rivolti alla panchina. Dusan Vlahovic, tornato a disposizione da pochi giorni dopo un acciacco muscolare che ne ha rallentato il recupero (un «rifarsi male» che lo ha tenuto fuori tre partite), ha ricevuto solo una decina di minuti finali. «Una presenza come la sua poteva darci una mano nel secondo tempo – ha ammesso Spalletti – ma bisogna comportarsi in maniera logica. Era venuto ad allenarsi con noi solo venerdì, farlo giocare di più sarebbe stato rischioso». Un assist per il serbo, dunque, in vista delle decisive battute finali del campionato, dove l’apporto della punta potrebbe rivelarsi fondamentale per smuovere un equilibrio che, stasera, nessuna delle due contendenti è riuscita a spezzare.

Meta Description: Spalletti analizza lo 0-0 col Milan: la metafora su Leao che «fa finta di dormire», i limiti della Juve in attacco e l’isolamento di David. Le parole del tecnico.

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