Il mondiale Superbike 2026 prende il via da Phillip Island con Bulega davanti a tutti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   È calato il sipario sulla lunga pausa invernale e il mondiale Superbike riparte dall’emisfero australe, più precisamente dall’insidioso tracciato di Phillip Island, dove da venerdì 20 a domenica 22 febbraio si terrà il primo round stagionale. Il circuito australiano, con le sue dodici curve veloci e fluide – sette a sinistra e cinque a destra – che si snodano a picco sull’oceano, rappresenta tradizionalmente un banco di prova severo per mezzi e piloti, un giudice inappellabile capace di esaltare le doti di chi sa interpretare al meglio il suo asfalto. Le previsioni meteo, elemento sempre cruciale su quest’isola, giocheranno come sempre un ruolo da protagoniste nel determinare gli equilibri in pista, ma le prime indicazioni emerse dalle sessioni di prova sono già piuttosto chiare nell’indicare un uomo da battere.

La superiorità invernale di Bulega e le prime risposte dalla pista

Se i test precampionato svolti in Europa erano stati condizionati dalla pioggia, lasciando molti interrogativi irrisolti, le due giornate di prove ufficiali a Phillip Island hanno cominciato a dissipare qualche dubbio, confermando d’altra parte i pronostici della vigilia. Nicolò Bulega, reduce da una stagione d’esordio da protagonista assoluto, ha dettato legge sin dalle prime battute, chiudendo al comando entrambe le sessioni di libere del venerdì -3. Il pilota Ducati, con un crono di 1’29”101 nella FP1, ha letteralmente viaggiato su un altro ritmo, lasciando il primo degli inseguitori, Alex Lowes sulla sorprendente Bimota, a quasi mezzo secondo di distacco nella classifica combinata. Una prestazione autoritaria, la sua, che non solo ribadisce la bontà del pacchetto tecnico a disposizione del team ufficiale Aruba.it – con una Panigale V4 R ulteriormente evoluta – ma certifica anche una condizione di forma e una confidenza con la pista che paiono già ottimali. Alle sue spalle, la lotta per le posizioni di vertice si preannuncia comunque serrata: il già citato Lowes, che qui ha vinto in passato, ha dimostrato che il progetto Bimota by Kawasaki ha fatto progressi significativi, mentre Sam Lowes, terzo con la Ducati del team Marc VDS, e Axel Bassani, quarto con l’altra Bimota, hanno confermato la loro competitività su questo tracciato -3. Più staccato, ma comunque a ridosso della top five, Álvaro Bautista, passato al team Barni Spark Racing, ha chiuso la prima giornata con un tempo che lascia presagire un lavoro ancora in corso per ritrovare le sensazioni migliori con la nuova Desmosedici.

Gerarchie provvisorie e valori in campo dopo il primo giorno

L’analisi dei riscontri cronometrici della prima giornata di libere offre uno spaccato interessante dei valori in campo, seppur con tutte le cautele del caso. La Ducati, come prevedibile, conferma di essere la moto di riferimento, capace di piazzare i suoi portacolori nelle primissime posizioni. Oltre a Bulega, infatti, Sam Lowes e lo stesso Bautista (ottavo) rappresentano una pattuglia numericamente e qualitativamente importante. La vera rivelazione, però, porta il nome di Bimota: il marchio riminese, al suo secondo anno nel mondiale, ha mostrato un passo e una competitività che non possono essere considerati un fuoco di paglia, con entrambi i piloti nella top five e un potenziale di crescita che potrebbe portarlo a inserirsi stabilmente nella lotta per il podio -3-4. Discorso diverso per Yamaha e Honda, apparse in maggiore difficoltà. La casa di Iwata, con Xavi Vierge undicesimo e Andrea Locatelli più indietro, sembra pagare qualche incertezza di assetto, specialmente nel gestire i celebri dossi del circuito australiano. La situazione in casa Honda è ancora più complessa: priva dei due piloti titolari Jake Dixon e Somkiat Chantra, entrambi infortunati, la squadra ufficiale HRC è costretta a schierare i sostituti Tetsuta Nagashima e Ryan Vickers, relegati nelle retrovie e lontani dai tempi che contano -3. Per loro, l’obiettivo principale sarà accumulare chilometri e dati in vista del rientro dei titolari.

Phillip Island, teatro di conferme e prime sorprese

La pista di Phillip Island, con le sue curve celebri come la Lukey Heights e la MG, non perdona errori e mette a nudo ogni minimo difetto di messa a punto, trasformando ogni sessione in un esame senza appello. In questo contesto, la prestazione di Bulega assume i contorni di una vera e propria dichiarazione d’intenti: il suo ritmo, sostenuto per tutto l’arco del venerdì, è parso superiore a quello di tutti gli avversari -3. Resta da capire, naturalmente, come evolverà la situazione nelle qualifiche e nelle gare, dove la gestione delle gomme – specialmente il posteriore – su un asfalto così abrasivo diventerà cruciale. La variabile temperatura, inoltre, potrebbe giocare un ruolo non secondario: se nelle ore più calde del pomeriggio Bulega non è riuscito a migliorare il tempo fatto segnare al mattino, altri piloti potrebbero trovare maggior giovamento da condizioni più fresche. Per il momento, però, è lui l’ago della bilancia di questo mondiale che muove i primi passi. Dietro di lui, la sensazione è che si stia delineando un gruppetto di inseguitori composto dai due piloti Bimota e da Sam Lowes, pronti a cogliere ogni passo falso del ducatista. Più staccate, almeno al termine di queste prime battute, le case giapponesi e la BMW, con Miguel Oliveira decimo e Danilo Petrucci dodicesimo, ancora in fase di apprendistato con la M 1000 RR.

Prospettive e attese per il proseguo del weekend australiano

Ora l’attenzione si sposta sulle qualifiche del sabato, che assegneranno le prime posizioni sulla griglia di partenza di Gara 1. L’obiettivo per tutti sarà quello di avvicinarsi il più possibile al vertiginoso passo di Bulega, cercando al contempo di limare quei decimi che, su un tracciato corto e veloce come Phillip Island, possono valere più posizioni. Per Bimota, la sfida è quella di confermare il brillante stato di forma emerso venerdì e trasformare un exploit nelle prove in un risultato di rilievo in gara. Per Álvaro Bautista, invece, l’imperativo è progredire nella messa a punto della sua Ducati per guadagnare quelle posizioni che gli consentano di lottare con i migliori. La sua esperienza e il suo talento, in ogni caso, sono doti che potrebbero fare la differenza nel corso del weekend. Le retrovie, infine, sperano di ridurre il gap dalle posizioni di testa, consapevoli che il campionato è appena agli inizi e che ogni informazione raccolta in questo primo appuntamento sarà preziosa per lo sviluppo delle rispettive moto.

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