L’infermeria dell’Inter si svuota, ma per la Fiorentina Chivu deve ancora sciogliere gli ultimi nodi legati alle condizioni di Bastoni e Lautaro
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Redazione Sport
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Alla vigilia della ripresa degli allenamenti ad Appiano Gentile, prevista per domani, in casa Inter si fa la conta dei reduci e dei possibili rientri in vista della trasferta di domenica sera al Franchi, dove i nerazzurri affronteranno la Fiorentina nell’ultimo turno di campionato prima della sosta per le nazionali. Cristian Chivu, il tecnico romeno che ha saputo ridare equilibrio e solidità alla squadra dopo la delusione europea della scorsa stagione, osserva con cauto ottimismo i progressi dei suoi giocatori alle prese con acciacchi e infortuni. Se da un lato il centrocampo ritrova il suo metronomo, dall’altro la retroguardia e l’attacco restano in bilico, con due pilastri la cui presenza in terra toscana è appesa a un filo e verrà sciolta solo nelle prossime ore, dopo i consueti test fisici e le valutazioni dello staff medico.
Calhanoglu torna titolare, il centrocampo ritrova il suo regista
La notizia più rassicurante per l’ex difensore e ora condottiero dalla panchina è senza dubbio il pieno recupero di Hakan Calhanoglu. Il turco, che ha saltato gli ultimi impegni per un problema muscolare, ha smaltito del tutto l’infortunio e si candida a riprendere il suo posto al centro della mediana, laddove detta i tempi e imposta la manovra. La sua assenza, va detto, era stata sopperita con intelligenza da Piotr Zielinski, il polacco che ha dimostrato di poter garantire qualità e geometrie anche nel ruolo di vertice basso, ma il ritorno del numero venti rappresenta un’arma in più per affrontare una squadra ostica come quella viola. L’Inter, del resto, ha abituato i suoi osservatori a convivere con le assenze: per mesi ha atteso il rinnovo di Dumfries, gestito con pazienza la situazione contrattuale, e quasi sempre ha vinto, perlomeno in campionato, sopperendo collettivamente alle mancanze dei singoli.
Il test decisivo per Bastoni e la botta alla caviglia rimediata nel derby
Discorso più complesso, invece, è quello che riguarda Alessandro Bastoni. Il difensore centrale, uscito malconcio dal derby perso contro il Milan, è ancora alle prese con i postumi di un colpo alla caviglia, conseguenza diretta di un fallo subito — o commesso, a seconda delle letture — su Adrien Rabiot. La botta, rimasta dolorante nei giorni successivi alla stracittadina, gli ha impedito di calciare con la consueta potenza e lo ha costretto a un lavoro differenziato. Qualche ora fa, secondo quanto riportato da Sky Sport, il giocatore ha svolto solo una parte di seduta con il gruppo, limitandosi alla fase atletica e di attivazione muscolare. Sarà l’allenamento di domani, l’antivigilia del match, a decretare se potrà essere schierato dal primo minuto o quantomeno convocato. La prudenza, in questo caso, è d’obbligo anche in ottica playoff Mondiale: uno sforzo prematuro potrebbe pregiudicare la sua presenza con la maglia della Nazionale, e lo staff tecnico valuterà con attenzione ogni variabile prima di rischiarlo.
Lautaro Martinez spinge per esserci, ma il rientro in gruppo resta lontano
Situazione ancora più intricata, se possibile, è quella legata a Lautaro Martinez. Il capitano nerazzurro, fermo ai box per un problema al polpaccio che lo tormenta ormai da qualche settimana, sta spingendo con tutta la sua rabbia agonistica per recuperare e rispondere presente alla chiamata del Franchi. L’attaccante argentino, va sottolineato, ha intensificato il lavoro negli ultimi giorni: oggi, ad esempio, è sceso in campo per svolgere una seduta personalizzata, riassaggiando il terreno del centro sportivo, ma senza mai unirsi al resto della squadra. Il suo desiderio di esserci è forte, comprensibile per un leader che non vuole lasciare i compagni in un momento cruciale della stagione. Tuttavia, la logica medica suggerisce cautela: fino a quando non tornerà ad allenarsi con il gruppo, e non lo farà per più sedute consecutive, la sua presenza a Firenze appare altamente improbabile, se non addirittura impossibile. Nella migliore delle ipotesi, e qui si parla di uno scenario quasi ottimistico, potrebbe racimolare una panchina, ma appare più concreta l’ipotesi che Chivu decida di non convocarlo affatto, preservandolo per gli impegni successivi alla sosta.
L’ansia del tecnico e l’appuntamento con la Fiorentina
Per Chivu, che sta vivendo la sua prima vera stagione da capo allenatore in una grande piazza, questa vigilia rappresenta un banco di prova significativo. Dopo lo stop interno contro l’Atalanta — un pareggio che ha rallentato la fuga verso il Titolo — e la sconfitta nel derby che ha riacceso qualche campanello d’allarme, l’obiettivo è ritrovare immediatamente la vittoria per blindare il primato in classifica e rispondere sul campo a chi ipotizza un calo. Il tecnico romero, che secondo indiscrezioni sarebbe vicino al rinnovo contrattuale per la fiducia riposta dalla società, deve però fare i conti con un’infermeria che si svuota solo a metà. Da un lato recupera Calhanoglu, pedina insostituibile negli schemi; dall’altro vede Bastoni in dubbio e Lautaro ancora lontano dalla condizione ottimale. La trasferta di Firenze, dunque, si carica di insidie: la squadra di casa, reduce da un buon momento, proverà a sfruttare ogni minimo squilibrio per mettere in difficoltà una corazzata che, pur ferita, resta la squadra da battere in questo campionato.
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