Smog, cadono le misure emergenziali in Romagna: in vigore le regole ordinarie
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Redazione Interno
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Il bollettino diffuso venerdì 19 dicembre dall'Arpae, l'agenzia regionale per la prevenzione e l'ambiente, ha segnato un cambio di passo nella gestione dell'inquinamento atmosferico in Emilia-Romagna. I dati relativi alla qualità dell'aria hanno infatti consentito di revocare le misure straordinarie che erano state attivate, consentendo a diverse province di rientrare in un regime di limitazioni strutturali, meno stringenti ma comunque definite. Questo passaggio, determinato da un miglioramento dei parametri sulle polveri sottili, ha un impatto immediato sulla mobilità dei cittadini e sulle attività quotidiane, riportando in vigore un sistema di regole che resterà attivo fino alla prossima primavera.
Un quadro regionale a due velocità
La decisione, presa sulla base del sistema di monitoraggio "Liberiamo l'aria", non è uniforme su tutto il territorio regionale. Mentre per le province di Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini l'allerta smog è rientrata, le misure emergenziali restano invece pienamente operative, e lo saranno almeno fino a lunedì 22 dicembre, nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna. Questa divergenza sottolinea come la condizione atmosferica, spesso condizionata da fattori meteorologici locali, richieda un costante aggiornamento delle politiche di intervento, che vengono calibrate su base provinciale. La sospensione delle misure più severe in alcune aree non significa infatti l'assenza di qualsiasi controllo, ma il ritorno a un piano di contenimento dell'inquinamento che era già stato predisposto e che si applica durante tutta la stagione invernale.
Cosa cambia per la circolazione
Con la revoca dello stato di emergenza, a partire da sabato 20 dicembre sono decaduti i divieti temporanei più estesi, come quello per i veicoli diesel fino alla categoria Euro 5. Nei centri abitati delle province dove l'allerta è cessata, tornano quindi a applicarsi le limitazioni ordinarie alla circolazione, valide dal lunedì al venerdì nella fascia oraria che va dalle 8.30 alle 18.30. In concreto, questo significa il divieto di transito per i veicoli a benzina fino all'Euro 2, per quelli diesel fino all'Euro 4, e per i mezzi a doppia alimentazione metano-benzina o GPL-benzina fino all'Euro 2, una regola che include anche ciclomotori e motocicli di vecchia generazione. Restano invece invariati i provvedimenti per le cosiddette domeniche ecologiche, durante le quali, come previsto dal calendario regionale, si aggiunge anche lo stop alla circolazione per i diesel Euro 5.
Le altre misure strutturali in vigore
Oltre alle restrizioni al traffico, il piano ordinario contro l'inquinamento prevede una serie di altre misure che rimangono attive. Tra queste, il divieto di accendere fuochi all'aperto a scopo di intrattenimento, come falò tradizionali o fuochi d'artificio, mentre sono esclusi i barbecue, e il divieto di bruciare residui vegetali agricoli nel periodo che va dal primo ottobre al 31 marzo. Vengono inoltre fissati dei limiti per il riscaldamento degli edifici, con temperature massime di 19 gradi per le abitazioni e di 17 per le attività industriali e artigianali. Sono soggetti a restrizioni anche i camini aperti e gli impianti di riscaldamento a biomassa legnosa di classe inferiore alle 4 stelle, ma solo nel caso in cui nell'abitazione sia disponibile un sistema alternativo. Queste norme, che fanno parte di un pacchetto più ampio di azioni coordinate tra le regioni del bacino padano, mirano a contrastare le emissioni inquinanti durante i mesi più critici dell'anno, quando le condizioni climatiche favoriscono il ristagno degli inquinanti.




