Nacon chiede l’amministrazione controllata, il destino di Cyanide, Spiders e Daedalic appeso a un filo

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il publisher francese Nacon, azionista di maggioranza di una galassia di studi di sviluppo che comprende nomi del calibro di Cyanide, Spiders, Kylotonn e Daedalic Entertainment, ha ufficialmente deposto le armi di fronte alla crisi finanziaria della sua casa madre, Bigben Interactive, presentando istanza di insolvenza al tribunale di Lille e richiedendo contestualmente l’apertura di una procedura di riorganizzazione giudiziaria. La mossa, resa pubblica nella giornata di oggi, arriva come conseguenza diretta dell’annuncio, avvenuto nei giorni scorsi, con cui Bigben comunicava l’impossibilità di onorare il rimborso parziale di un prestito obbligazionario di circa 43 milioni di euro, un’operazione che era stata ostacolata da un rifiuto giudicato inaspettato e tardivo da parte del pool bancario di riferimento. La società, che controlla il publisher attraverso una partecipazione di maggioranza, si è vista così costretta a prendere atto di una situazione patrimoniale in cui gli attivi disponibili, come si legge nella documentazione ufficiale, non risultano sufficienti per far fronte alle passività esigibili, portando di fatto all’attuale stato di cessazione dei pagamenti. Il contesto in cui matura questa crisi è quello di un settore videoludico europeo già segnato da profonde trasformazioni e cicli di investimento particolarmente lunghi, elementi che non hanno certo aiutato l’editore a trovare una quadra finanziaria alternativa all’ombra del tribunale.

Una ristrutturazione del debito per blindare l’operatività e l’occupazione

L’obiettivo dichiarato da Nacon, nel richiedere l’apertura di questa procedura di redressement judiciaire dinanzi al Tribunale del Commercio di Lille Métropole, è quello di ottenere il necessario ossigeno per valutare tutte le soluzioni possibili finalizzate a garantire la continuità aziendale, proteggendo al contempo i dipendenti e preservando i livelli occupazionali. Il meccanismo giuridico a cui ci si affida, tipico del diritto fallimentare francese, comporterà il congelamento delle passività pregresse per un periodo di osservazione che potrebbe estendersi fino a diciotto mesi: una finestra temporale che l’editore spera di utilizzare per rinegoziare in un clima più sereno le proprie esposizioni debitorie con i creditori, tra cui figurano naturalmente gli obbligazionisti e gli stessi istituti di credito. È in questo quadro che la società intende elaborare un piano di continuazione credibile ed efficace, un passaggio che richiederà evidentemente il via libera del giudice. Le rappresentanze sindacali dei lavoratori, va detto, sono state informate della decisione già nella giornata di ieri, un passaggio doveroso vista la posta in gioco per i circa mille dipendenti che fanno capo al gruppo.

Azioni sospese in borsa e attesa per l’udienza di marzo

Nelle more della decisione del tribunale, la cui udienza è attesa per i primi giorni di marzo, la sospensione delle negoziazioni delle azioni Nacon sul mercato regolamentato di Euronext Paris rimane pienamente in vigore, così come era già stato disposto lo scorso 20 febbraio quando i riflettori si erano accesi per la prima volta sulle difficoltà del gruppo. Il Titolo era stato sospeso e, contestualmente, era stata bloccata anche la negoziazione delle obbligazioni convertibili di Bigben, segnale evidente di una crisi sistemica che dall’azionista si è trasmessa come un’onda d’urto alla controllata. La quotazione, che aveva già subito un tracollo progressivo negli ultimi anni, si trova ora in una sorta di limbo finanziario in attesa che il giudice si esprima sulla richiesta di apertura della procedura. La decisione, attesa a inizio marzo, sarà cruciale per capire se e come l’editore potrà continuare a sostenere i suoi sedici studi di sviluppo sparsi tra Europa, Canada e Australia.

I progetti in cantiere e i prossimi appuntamenti

Nonostante la bufera giudiziaria e finanziaria, l’attività produttiva di Nacon non si è fermata, anche se il futuro dei singoli progetti rimane oggettivamente in una zona d’ombra. Proprio in questi giorni, lo studio Cyanide ha pubblicato Styx: Blades of Greed, mentre l’attenzione è già rivolta al prossimo Nacon Connect, l’evento digitale in programma per il 4 marzo durante il quale l’editore avrebbe dovuto svelare le sue carte per il futuro, inclusi titoli come Cthulhu: The Cosmic Abyss e Edge of Memories. Sul tavolo ci sono produzioni attese come Greedfall 2: The Dying World, sviluppato da Spiders e la cui pubblicazione è prevista per marzo, o ancora Hell is Us di Rogue Factor. La procedura di riorganizzazione, se accordata, consentirà tecnicamente di proseguire l’attività e sviluppare questi progetti, ma la rinegoziazione dei debiti e la ricerca di un nuovo equilibrio finanziario saranno passaggi obbligati per evitare che questo momento di difficoltà si trasformi in una paralisi definitiva, con conseguenze potenzialmente pesantissime per l’indotto e per la vivacità del settore AA europeo.

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